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Capodanno sicuro, sequestrati 5 quintali fuochi vietati

di , Lunedì, 31 Dicembre 2012

In linea con l’analoga azione di servizio sviluppata nell’ultimo biennio, anche quest’anno sulle specifiche direttrici impartite dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, le Fiamme Gialle operano importanti sequestri di “fuochi pericolosi”, nell’ambito di un’attività caratterizzata da aspetti di prevenzione (verifica, presso gli esercenti abilitati alla commercializzazione di artifizi pirotecnici e prodotti esplodenti, del possesso di specifiche licenze amministrative imposte dal particolare regime di autorizzazioni cui è subordinata la vendita) e da tratti più tipicamente repressivi (ricerca di illiceità tout court, sia quanto a corrispondenza tra prodotto posto in vendita e quanto previsto dall’autorizzazione che all’individuazione di depositi illegali).

In tale contesto, gli uomini della Compagnia di Avellino (Nucleo Mobile), agli ordini del Tenente Del Vecchio, sono pervenuti al sequestro di 212 ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale, illegalmente trasportati e detenuti; contemporaneamente, il Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle effettuava un altro consistente sequestro, di 120 “cipolle”.

Da giorni, i finanzieri pattugliano le strade della provincia controllando camion e furgoni, e setacciando strade principali e secondarie, cosi, nella notte a cavallo tra giovedì 27 e venerdì 28, sono state eseguite tre distinte operazioni in territorio irpino, che hanno portato alla scoperta di bombe carta, tipo “cipolle”. A seguito di attività investigativa eseguita nel comparto dell’illecita fabbricazione e detenzione di materiale esplodente, militari operanti riuscivano ad acquisire idonei elementi di conoscenza circa l’individuazione di depositi abusivi ove, verosimilmente, potevano essere detenute materiali esplodenti. Alla luce di ciò, si procedeva ad eseguire apposita perquisizione locale presso un box cantina, che ha portato al rinvenimento di 97 manufatti artigianali tipo “cipolle”.

Nell’immediatezza del fatto, avendo certezza che i suddetti manufatti artigianali provenissero da altro deposito illecito precedentemente attenzionato, veniva eseguita un’ulteriore perquisizione locale, dove, in un box auto, venivano rinvenute altre 115 “bombe carta”. Complessivamente, venivano così sequestrati 212 ordigni, per un peso totale di kg 32,700.

La gravità dell’evento è legata in particolare alla custodia e allo stoccaggio del materiale pirico. In entrambi i casi, infatti, gli ordigni erano situati in garage posti in complessi condominiali ad elevata densità abitativa. Il quantitativo in questione, avrebbe potuto così cagionare danni notevoli alle palazzine stesse, nonché a quelle adiacenti. Sarebbe potuta infatti bastare una scintilla, uno scoppio non controllato, per determinare danni irreparabili a persone e cose nelle imminenti vicinanze.

Le due distinte attività hanno portato alla denuncia a piede libero di due soggetti, di anni 23 e anni 21, resisi responsabili per i reati di detenzione di materie esplodenti senza le prescritte autorizzazioni (ai sensi dell’articolo 678 del codice penale), per omessa denuncia di materiali esplodenti (articolo 679 del codice penale) e per fabbricazione/vendita/trasporto di fuochi d’artificio non classificati (articolo 53 del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza).

Il terzo sequestro è stato effettuato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Avellino che, avendo notato un soggetto che riponeva una busta di plastica all’interno di un garage con fare furtivo, fermavano il soggetto ed effettuavano una perquisizione domiciliare, dove venivano rinvenute altre 120 cipolle.

Nella serata, nel capoluogo, lo stesso Reparto sequestrava altri 9000 artifici pirotecnici vietati, pari a 4 quintali, mentre la Tenenza di Baiano rinveniva altri 6000 fuochi vietati, pari a circa 100 Kg., e denunciava un altro soggetto. L’attuale crisi ha determinato nell’anno in corso una flessione delle vendite di materiale pirico al pubblico. Ciò, ha spinto ed alimentato ulteriormente un mercato parallelo di tali manufatti che, confezionati in forma artigianale, si presentano alla vista come un cartoccio in carta da imballaggio, sagomato a cilindro, riempito con una notevole quantità di polvere da sparo (circa 150 – 200 grammi), chiuso ad una estremità e dotato all’altra estremità di una miccia, che fa da innesco e la cui lunghezza regola il ritardo nell’esplosione. Tale pratica di costruire, prima, e di utilizzare, poi, una bomba carta, è un’operazione semplice, ma pericolosa al tempo stesso, sia dal lato del fabbricatore che dal lato dell’utente finale. Può succedere, infatti, che forti scariche elettrostatiche e manipolazioni inesperte possano far esplodere l’ordigno nelle mani di chi lo fabbrica. Anche l’utilizzo di questo tipo di “bomba” è un’operazione molto rischiosa, dato che la stessa natura artigianale dell’ordigno, non dà garanzie sulla lunghezza della miccia, sulla sua qualità e rapidità di combustione, il tutto, connesso anche all’elevato grado di potenzialità offensiva che è capace di sprigionare col suo innesco.

“Il sequestro operato dalla Guardia di Finanza, il primo in provincia di tali ordigni, lungi dal rappresentare un risultato finale, costituisce per le Fiamme Gialle irpine solo il primo segnale in senso repressivo del generale piano di controllo e presenza sul territorio”.

 

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