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"Gli amanti del carro", l’opera prima di Renato Fucci

di , Giovedì, 31 Marzo 2016

Il compositore: “Sogno di metterla in scena al Gesualdo”. Il dramma è ambientato a Fontanarosa

L’opera prima di Renato Fucci, organista e compositore di Fontanarosa, è un intreccio di sentimenti e passioni tumultuose. ‘Gli amanti del carro’, melodramma in tre atti, rispecchia appieno la vita.

Un intrigo umano tra amor sacro e amor profano. Una storia che attinge alla realtà, animata però da personaggi inventati e attraversata da lampi e richiami rusticani.

Una trama semplice e a effetto che l’autore ha ambientato all’ombra del carro dell’Assunta e del campanile del santuario della Madonna della Misericordia. Correva l’anno 1902.

Il romanticismo è già sfociato nel verismo. E’ il giorno di ferragosto, il giorno della grande festa paesana a Fontanarosa. Il sipario immaginato dal maestro Fucci si apre sulla piazza assolata e affollata del borgo per la solenne ricorrenza mariana. Arrivano i contadini dalle contrade attorno all’abitato per prendere parte alla messa officiata dal giovane parroco don Fernando, prete bello e assai chiacchierato per via di una donna di straordinario fascino, donna Mariella, sospettata di una liaison con il prelato di paese. I rumors si rincorrono, le voci si gonfiano proprio alla vigila della festa d’estate e della tirata dell’obelisco di paglia sull’onda del peccato e dell’adulterio che coinvolge l’inedita coppia, colta in atteggiamenti inequivocabili nei pressi del pozzo della Madonna, un vicoletto alle spalle del santuario mariano. “Certo la storia che ho musicato, su testo scritto da Emmanuele Mariano- spiega il compositore Renato Fucci-, è frutto di fantasia sebbene, si sa, molte volte è superata dalla realtà. E’ una storia di sentimenti delicati e contrastanti, di forti emozioni dall’epilogo tragico. Adesso sogno solo di riuscire a metterla in scena al teatro Gesualdo, magari già per la prossima stagione”. Un sogno legittimo, un’ambizione manifesta. Il maestro Fucci durante i concerti che spesso tiene in giro per l’Irpinia e la Campania inserisce in scaletta almeno un’aria tratta dalla sua opera in attesa di essere interamente e degnamente rappresentata. Diplomato col massimo dei voti in Organo e composizione organistica Renato Fucci non ha mai smesso di studiare e di approfondire la sua passione musicale trasmessa e insegnata ai suoi giovani allievi.

Consapevole delle difficoltà contingenti del mondo della cultura e dello spettacolo Fucci confida però nella sensibilità di qualche filantropo locale per riuscire ad allestire il suo primo melodramma, un omaggio alla sua comunità e alla sua vocazione artistica primitiva. “E’ incredibile che ci sono fondi sprecati o dilapidati per iniziative futili- racconta sempre il maestro compositore di Fontanarosa- mentre per organizzare eventi di cultura e di arte non c’è mai un centesimo.

E’ mortificante e per i professionisti del settore e per il pubblico che non può apprezzare ciò che fa bene allo spirito”. Il melodramma composto un anno fa da Renato Fucci come tesi di laurea fa parte di un vasto repertorio di brani scritti e musicati dall’organista per coro e voci soliste.

Fra questi spicca la messa di Pasqua, Vedete e credete, la Messa solenne per orchestra, coro polifonico e voci soliste. ‘Gli amanti del carro’ è stata recensita da qualche arguto critico musicale come l’opera della maturità artistica di Fucci. Opera in attesa di affermazione.

“A parte qualche assaggio che riservo al pubblico durante i concerti, specie in questo periodo natalizio- dichiara sempre Renato Fucci-, è per me una sofferenza non riuscire ancora a metterla in scena per intero. Spero tanto allora che il presidente del Massimo di Avellino raccolga il mio appello, ed esaudisca il mio desiderio di allestire sulla ribalta del Gesualdo il melodramma che ha come sfondo Fontanarosa”. Come in un trailer raccontato però senza l’impiego di immagini la storia si sviluppa e si arricchisce di colpi di scena e colpi fatali. Donna Mariella non fa più mistero della sua passione per don Fernando, e tra i due si inserisce una terza figura pronta a scompaginare la trama e un equilibrio sentimentale già precario. E’ il sindaco del borgo, don Luigi.

Figura autoritaria e accentratrice mosso da un turbine passionale, ma ripetutamente respinto, da donna Mariella tenta di conquistarla e al tempo stesso di ridicolizzarla pubblicamente per via di quell’amore proibito e dissacrante. L’amore molto presto si tramuta in vendetta. E il culmine del dramma si consuma nel giorno della grande processione ferragostana. Il finale non è lieto come nelle favole. Donna Mariella, contesa e derisa, sola e vinta, pone fine alla sua vita e al suo conflitto interiore. “Una vita contro. Nulla ritorna come ho chiesto. Ogni cosa è programmata per la mia infelicità”. Canta così donna Mariella prima di spirare per sempre.

Articolo pubblicato sul numero Febbraio/Marzo 2015 del periodico XD Magazine 

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