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"I patrimoni, l’Irpinia e le tradizioni”, convegno a Flumeri per la salvaguardia dei dialetti

di , Domenica, 20 Marzo 2016

Di salvaguardia dei dialetti quale patrimonio immateriale, si è discusso presso la Dogana Aragonese di Flumeri alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale, D’Amelio, del Presidente della Provincia, Gambacorta, del filologo della Federico II, De Blasi.

"Preservare i dialetti irpini quale patrimonio immateriale e trasformare la Dogana Aragonese in un incubatore di attività culturali ad essi collegati. Interessante confronto tra istituzioni e intellettuali sostenitori delle tradizioni, ieri a Flumeri, organizzato dall’Associazione Poeti e Scrittori Irpini, “Gràphein”, e dalla casa editrice Delta 3 nell’ambito della Giornata per la salvaguardia del patrimonio immateriale.  

Autorevole ospite dell’evento “I patrimoni, l’Irpinia e le tradizioni”, il linguista ed esperto filologo della “Federico II”, Nicola De Blasi, chiamato a relazionare sulle prospettive di salvaguardia del patrimonio dei dialetti, secondo il quale la chiave per salvarli è semplicemente parlarli: “continuare a fare in modo che siano uno strumento di comunicazione quotidiana. Bisogna accettare che il dialetto cambi e ben vengano luoghi preposti come la Dogana per parlare in dialetto e di dialetto; ben venga anche il ricco corollario di cultori che scrivono poesie, opere teatrali, canti”.

Deliziose le poesie in dialetto bonitese della scrittrice Gianna Capozzi, presentate da un altro scrittore, Emilio De Roma, del Centro di ricerca delle tradizioni popolari “La Grande Madre”. Dietro i versi della Capozzi vi è il recupero di termini quasi dimenticati intorno ai quali ricostruisce ed evoca, con nostalgia, scene di vita vissuta.  

Cuore dell’incontro le idee progettuali lanciate da Silvio Sallicadro, editore di Delta 3, ma soprattutto appassionato delle tradizioni e dei beni culturali irpini. A suo avviso la Dogana Aragonese potrebbe essere la sede ideale per un “contenitore di attività culturali dove celebrare le tradizioni” e quindi per un Festival della Farsa, o per un Festival delle iniziative di natura sacra, o ancora, per un Museo della civiltà aragonese. “L’una non esclude l’altra, perché non tutte e tre le cose, –  ha affermato il Presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D’Amelio. – Questa terra è un scrigno che ha tanti gioielli e la Regione vuole contribuire a valorizzarli. Intanto rendendo questa area facilmente accessibile attraverso le importanti infrastrutture che stanno per decollare e poi con i bandi del PSR”.

Per il Presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, la direttrice da seguire per lo sviluppo è la coesione tra comuni, individuare obiettivi chiari, evitare di immaginare azioni dispersive e superare le contrapposizioni del passato. Subito recepita dagli studiosi in sala la proposta di Vanni Chieffo, Presidente del Gal, il quale dopo un’analisi sui numeri che ruotano intorno alle eccellenze dell’Ufita e del Terminio ha sollecitato un dizionario unico dei dialetti. Mentre Emilio De Roma ha proposto un museo delle voci, naturalmente in dialetto.

In apertura del dibattito, moderato dalla giornalista Monica De Benedetto, i saluti del Sindaco di Flumeri, Angelo Lanza e del Presidente dell’Unione Terre dell’Ufita, Angelo Cobino.  

Lanza non poteva non parlare degli importanti lavori di restauro alla Dogana, giunti quasi al termine, che vedono rinascere un’altra ala dell’imponente struttura, nell’antichità sede di scambi commerciali, dimora di caccia e rifugio per i pastori in transumanza. Ha presentato la monografia, promossa dall’amministrazione proprio per far conoscere la Dogana, a cura di Romualdo Marandino e Delta 3. Ma ha anche parlato di altre iniziative tese a promuovere le tradizioni come il Protocollo d’intesa con i gli altri comuni che tramandato la realizzazione del Giglio e del Carro di paglia. Per Cobino, L’unione dei Comuni Terre dell’Ufita è l’esempio di come lavorare insieme per promuovere e valorizzare i patrimoni e le tradizioni, d’altra parte è necessario “rinsaldare le proprie radici per essere cittadini del mondo”.

Preziosi e costruttivi anche gli interventi da parte di scrittori presenti nella ricca platea: Franca Molinaro, Nicola Prebenna, Marciano Casale.

A completare un’iniziativa, curata in ogni dettaglio, il sottofondo della chitarra acustica di Vito Rago il quale ha anche proiettato le eloquenti immagini, assolutamente in tema con l’evento, di un suo reportage dal titolo “Liquid Irpinia Report”, toccando i temi della transumanza, delle tradizioni, del linguaggio, ma anche della deturpazione, dell’inquinamento, dell’abbandono della ferrovia.

“I patrimoni, l’Irpinia e le tradizioni” vuole essere solo la prima edizione di un evento con cadenza annuale per promuovere e salvaguardare il patrimonio immateriale di questa terra. 


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