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Presentato il progetto Recoil. Un cogeneratore ad Ariano?

di , Giovedì, 23 Maggio 2013

Presentato questa mattina all'Auditorium comunale il progetto Recoil per la raccolta dell'olio vegetale esausto. Ariano si candida ad ospitare un cogeneratore.
Nell’ambito del progetto Life Recoil, a partire dal prossimo mese, inizierà la raccolta domiciliare porta a porta dell’olio vegetale esausto.  A darne notizia questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, sono stati Azzero CO2 (capo fila del progetto), Legambiente (partner di progetto) e il Comune di Ariano Irpino che hanno presentato il progetto Recoil ai cittadini, agli alunni di alcune classi scolastiche e ai media.

Recoil   - RECovered waste cooking OIL for combined heat and power production (Come recuperare l’olio esausto e trasformarlo in energia elettrica e termica) –  è un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+ per realizzare e misurare un sistema ottimizzato per la raccolta porta a porta dell’olio vegetale esausto al fine di limitare i danni derivanti dalla sua dispersione nell’ambiente. 

Immagine di Cittadiariano.it

Nei mesi scorsi, nei due comuni pilota Ariano Irpino (Av) e Castell’Azzara (Gr), sono stati messi a punto un sistema di raccolta domiciliare porta a porta dell’olio usato, un sistema innovativo di monitoraggio e tracciabilità dell’intera filiera di raccolta che permetteranno, nei prossimi mesi, di seguire e valutare i risultati della raccolta sperimentale che durerà per un anno.

Nel corso dell’incontro, i soggetti promotori dell’iniziativa hanno sottolineato come la diffusione sistematica della raccolta dell’olio vegetale esausto possa avvenire attraverso una modifica della legge attuale, che non tiene in considerazione i rischi derivanti dalla dispersione dell’olio esausto vegetale nell’ambiente per la flora e la fauna, oltre ad una necessaria attività di sensibilizzazione e comunicazione che coinvolga i cittadini. Per questo motivo, nella mattinata, i volontari di Legambiente hanno coinvolto le classi scolastiche e hanno distribuito gli imbuti che, applicati sulle bottiglie di plastica, agevoleranno l’operazione di raccolta dell’olio esausto utilizzato in cucina.

“Recoil è un progetto innovativo – ha dichiarato Ilaria Bientinesi di AzzeroCO2, presente all’appuntamento ad Ariano Irpino – poiché ha l’obiettivo di pianificare soluzioni tecnologicamente avanzate per affrontare il problema della dispersione nell’ambiente degli oli vegetali esausti e il riutilizzo per scopi energetici. Un obiettivo questo che diventa concreto grazie alle competenze specifiche dei partner del progetto”.

“Attraverso questo progetto  si raggiunge un duplice vantaggio – ha dichiarato Michele Buonomo Presidente di Legambiente Campania – poiché si riducono gli sversamenti degli oli nelle fognature che causano grossi problemi alla depurazione e si raccoglie una risorsa utile alla produzione di energia rinnovabile. È però fondamentale -  ha aggiunto Michele Buonomo – procedere con un’attività di informazione e sensibilizzazione che coinvolga direttamente i cittadini nella gestione sostenibile dei rifiuti e, per questo motivo, in collaborazione con il Comune di Ariano Irpino vogliamo promuovere ulteriori azioni di informazioni e sensibilizzazione rivolte ai cittadini affinché si riconosca l’importanza della raccolta porta a porta dell’olio vegetale usato”.

“Con un certo orgoglio avviamo questa raccolta sperimentale ed innovativa – ha affermato l'Assessore all'Ambiente Manfredi D'Amato – Sentiamo forte la responsabilità di essere comune pilota; ci aspettiamo, quindi, una grande sensibilità e collaborazione da parte dei cittadini affinché la nostra esperienza, insieme a quella di Castell’Azzara, possa essere d'esempio a molti altri comuni d'Italia. Sarebbe auspicabile però completare del tutto la filiera nella nostra Città, è per questo che candidiamo l'area industriale di Ariano Irpino ad ospitare un cogeneratore  che possa trasformare l'olio esausto in combustibile, attraverso un processo a bassa emissione, eliminando trasformazioni chimiche. In questo modo non solo produrremmo energia elettrica e termica pulita, ma abbatteremmo i costi per le imprese allocate a Camporeale e creeremmo anche qualche posto di lavoro. Mettiamo quindi a disposizione di Legambiente e degli eventuali investitori, il suolo a Camporeale a titolo gratuito”. 




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