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Maraia, perché la Campania non riparte?

di , Lunedì, 18 Maggio 2020

Mentre si alzano le saracinesche in tutta Italia, in Campania De Luca è 
bloccato nella sua campagna elettorale.

Tutte le Regioni sono pronte a fare la loro parte, ma non la Regione 
Campania. Il Presidente, in due mesi, ha fatto solo campagna elettorale 
e dirette TV, senza dotare la Regione, invece, di una rete territoriale 
per effettuare la sorveglianza sanitaria attiva e continuativa con i 
tamponi. La Regione che doveva partire per prima, se si considera il 
numero limitato di contagi, partirà per ultima.

De Luca non ha saputo approfittare di una condizione di vantaggio 
determinata dal basso numero di contagi, numero che a sua volta non è 
aumentato grazie al blocco della mobilità su tutto il territorio 
nazionale. In questi due mesi di blocco totale, la Regione Campania 
doveva fare quello che hanno fatto le altre Regioni e ancor prima le 
attività commerciali che hanno studiato misure per adattare e gestire 
gli spazi.

L’unica Regione in Italia che non firma l’accordo per la ripartenza con 
il Governo in cui rientrano le linee guida scritte dalle associazioni di 
categorie. Una scelta obbligata per il Governatore De Luca se si pensa 
che solo sabato scorso, a distanza di due mesi, è iniziato un 
monitoraggio per provare a contenere il focolaio di Ariano Irpino. La 
scelta di non volersi assumere le responsabilità sulla sorveglianza 
sanitaria rinviando le riaperture, così come la scelta tardiva di 
provare a fare un monitoraggio a tappeto su tutta la popolazione, 
rivelano che la Regione Campania non è ancora pronta al 100%. Un 
ingiustificabile ritardo se messo a confronto con il numero di positivi.

Per la ripartenza non è necessario alimentare lo scontro con il Governo. 
La riapertura si fonda sullo scambio di informazioni (numero di tamponi 
giornalieri, nuovi positivi, numero posti occupati in ospedale, 
asintomatici ecc.) tra Regioni e Governo. La leale collaborazione per 
contenere i contagi e garantire la ripresa economica non è più uno 
slogan ma una necessità per tutti. La trasparenza nella gestione e 
trasmissione dei dati è il requisito fondamentale in questa fase di 
riapertura.

La Regione Campania potrà recuperare se riuscirà in breve tempo a 
dotarsi di ciò che non ha: una Rete territoriale di assistenza. Più 
volte in passato ho evidenziato che nel Piano Ospedaliero campano 
mancava la programmazione di una Rete territoriale di assistenza.

Attaccare per difendersi è fisiologico ma per superare questo stallo è 
necessario che la Regione Campania si metta a lavoro per creare da zero 
la Rete territoriale in funzione da anni in altre Regioni. L’importanza 
della Rete territoriale è imposta dall’art 1 del Decreto Rilancio . Una 
priorità per tutte le Regioni per ripartire controllando in modo 
costante e continuativo il rischio ancora presente tra noi.



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