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Mestieri contro la crisi - Perrotta, la fabbrica del cioccolato nel borgo rinato

di , Lunedì, 20 Aprile 2015

Da piccolo pasticciava per gioco, da grande ha scelto di farlo per mestiere.

Angelantonio Perrotta, ventisette anni compiuti lo scorso tre marzo, è un cioccolatiere già affermato, e un imprenditore lungimirante che ha saputo coniugare la dolcezza della sua arte all'asprezza di un territorio minato dal dissesto idrogeologico prima e dall'abbandono poi.

Il suo laboratorio artigianale è avvolto dal silenzio e dai profumi speziati che pizzicano la gola e inebriano il vicoletto che si arrampica fino al donjon medievale di borgo Castello di Cervinara, quello stravolto da una frana nel dicembre di quindici anni fa. Dai detriti nasce la speranza.

Immagine di Cittadiariano.it

Dalla caparbietà giovanile un solido progetto di rilancio.La fabbrica del cioccolato di Perrotta non è un ingranaggio rumoroso e caotico come quella resa celebre da un film hollywoodiano ma è composta da poche stanze asettiche e zeppe di prelibatezze che Angelantonio prepara con una tecnica certosina e una sfilza di segreti dolciari custoditi gelosamente. L'aroma di castagna e amaretto, di paprika e nocciole si espande intorno al budello che si inerpica verso i boschi del Mafariello, e avvolge il borgo quasi a volerlo preservare.

La piccola e avviata impresa pasticciera di un giovane caudino che dopo il diploma conseguito all'Istituto Alberghiero di Montesarchio è stato costretto a lasciare la sua terra e a cercare lavoro e un po' di fortuna nella Capitale è il frutto di un percorso formativo culminato in un ritorno alle origini, ai luoghi amari dove è nata quella dolce passione. Tenacia e buona volontà sono le direttrici fondamentali di Angelantonio, le coordinate di una vita votata alla pasticceria e alla scommessa di una rinascita. Al momento, e alla luce dei primi significativi risultati incassati, il cioccolatiere di Cervinara l'ha spuntata su entrambe. “Nel 2013 ho deciso di adoperarmi per la mia comunità, e per Castello- racconta il cake designer Perrotta-. Non potevo accettare la resa al destino e alle avversità naturali del borgo dove sono nato e cresciuto: dovevo assolutamente fare qualcosa.

E l'unica cosa che potevo fare era aprire un laboratorio di pasticceria, e quindi un locale pubblico proprio lì dove avanzava ormai la desertificazione e una generazione intera come la mia non c'è già più”. E' bastata allora l'illuminazione di un'idea semplice supportata dall'entusiasmo giovanile e da uno spiccato spirito imprenditoriale per rimettere in moto la fiducia e contagiare molto presto altri ragazzi della zona. Un'azienda che nasce e un borgo che rinasce.

Un'intuizione felice, e pure fortunata, è costata non poco ad Angelantonio che nel tempo ammortizzerà spese e sacrifici ma incasserà pure le meritate soddisfazioni.

Pertanto gli affari vanno, la clientela non manca e la fama delle bontà del laboratorio Hirpus si è diffusa molto presto nel circondario grazie alle specialità realizzate da Angelantonio con l'impiego di prodotti tipici locali, a cominciare appunto dalla castagna.

“Chi ha resistito a quel tragico evento della frana, ed è rimasto qui al borgo- spiega sempre il cioccolatiere caudino- si era ormai rassegnato alla desolazione e allo spopolamento progressivo di Castello. Ma da quando sono ritornato qui con la mia attività la gente ha ripreso a uscire la mattina e a ritrovarsi nei pressi del laboratorio. C'è nuovamente vita, e voglia di fare e di investire.

Questo per me è il più grande risultato. Sono soddisfatto, certo, ma lo sarei ancora di più se altri commercianti e imprenditori decidessero di venire a investire a borgo Castello”.

Perrotta sperimenta, si aggiorna, si adopera insomma per valorizzare attraverso la sua arte pasticciera e alla sua maestria artigianale sia le tipicità caudine sia un patrimonio storico e culturale che altrimenti rischia l'oblio più totale. Ecco che un giovane coraggioso in pochi mesi ha saputo non solo rimboccarsi le maniche e ritornare in valle Caudina quanto rischiare un capitale privato puntando su un investimento notevole, e azzardato. “Ho voluto mettermi in gioco e in proprio- conclude sempre Angelantonio- perché in fondo è più facile andare via da qui e lavorare alle dipendenze di altri. Cosa diversa invece è concretizzare l'esperienza acquisita e metterla poi a disposizione anche dei ragazzi che vogliono apprendere questo antico e nobile mestiere del cioccolatiere”. Perrotta ha in animo di avviare anche dei corsi didattici per gli studenti.




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