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SECRETPOST #11: Revenge Porn, i predatori non facciano eccezione

di , Mercoledì, 20 Gennaio 2021

No, non è uno dei soliti articoli sul femminismo. Secondo lo stile abituale della nostra rubrica, vogliamo solo farvi ragionare su due fatti di cronaca che hanno sconvolto l’opinione pubblica.

Maestra d’asilo licenziata per delle foto hard”: sicuramente titoli di questo tipo, più o meno di parte ed espliciti, ne avrete letti in abbondanza, ma facciamo un brevissimo riassunto. Tutto inizia nel marzo 2018 quando una maestra d’asilo di Torino conosce un calciatore; i due hanno una storia e lei, durante una conversazione privata, fuori dall’orario di lavoro, gli invia delle foto ed un video personali. La relazione finisce, ma le foto rimangono nella memoria del telefono dell’ex-fidanzato, che le diffondeagli amici, vantandosi della conquista.Ciò che è stato sempre considerato una bravata, adesso è un reato punito dal codice penale: il revengeporn. Purtroppo, nel mondo di predatori in cui viviamo è frequentemente liquidato con un “Se si inviano certi video, si deve mettere in conto che qualcuno li divulghi.”Il materiale si è diffuso, finendo nelle mani di una mamma che voleva “proteggere suo figlio”, per questo la maestra è stata licenziata ed ora 5 persone sono sotto accusa.

Con un salto temporale arriviamo al 15 gennaio: “Professore di Urbino si dimette, sesso durante la lezione”. Secondo le ultime dichiarazioni i fatti risalirebbero all’8 dicembre, quando un professore dell’Accademia di Belle Arti, mentre faceva lezioneè stato distratto da una “persona a lui molto cara”. Gli studenti avrebbero dovuto vedere un video didattico, ma sfortunatamente la webcam -rimasta collegata- ha filmato tutto ciò che avveniva sotto i loroocchi esterrefatti ed increduli.Il direttore dell’Università ha subito dichiarato: "Episodio molto grave, ha fatto bene a lasciare, ma ingiusto ricordarlo solo per questo".

Adesso, commenti a parte, a noi non interessa giudicare l’operato di queste persone, perché come ben sappiamo “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Quello su cui vogliamo riflettere è la risonanza mediatica dei loro atti e le conseguenze sull’opinione pubblica.

Il web è quel mondo strano in cui chiunque può riversare odio gratuito ed ergersi a moralizzatore di ipotetici costumi dissacranti. Il problema principale è che, stranamente (forse fin troppo prevedibilmente) se è una donna a vivere la propria sessualità, fuori dal lavoro, in maniera libera, allora i giudizi sul suo poco pudore, sulla sua mancanza di valori e sul suo atteggiamento considerato “facile” si sprecano.

Quando invece è un uomo a sbagliare -atti del genere non sono consentiti in orario di lavoro-, subito l’opinione pubblica si preoccupa di rassicurare gli animi in pena, evidenziando la professionalità, la bontà d’animo ela necessità di non giudicare un uomo da un unico fatto.

Allora la domanda è: davvero nel XXI secolo ci sconvolge che una donna possa vivere liberamente la propria vita sessuale?Perché una notizia del genere fa così tanto scalpore ed indigna gli animi dei più suscettibili? Non dovremmo forse smetterla di protrarre questo loop continuo in cui la vittima viene colpevolizzata anche per colpe che non ha?

A voi le riflessioni, noi ci risentiamo venerdì!




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