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“La mia città di domani” , premiazione del concorso al Ruggero II

di , Martedì, 09 Febbraio 2016

Venerdì 12 febbraio 2016, alle ore 10.30, presso l’I.I.S.S. Ruggero II di Ariano Irpino, in via Aurelio Covotti si terrà la premiazione dello studente Pasquale Grasso, iscritto al primo anno dell’indirizzo tecnico, settore tecnologico, Costruzioni, Ambiente e Territorio – ex Geometri. L’alunno è tra i vincitori della borsa di studio messa in palio dalla Fondazione Geometri Italiani, nell’ambito del Concorso La mia città di domani, progetto educativo Georientiamoci. Professione Geometra 2.0. Alla cerimonia di premiazione prenderanno parte le autorità locali, i rappresentati del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Avellino, il segretario del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL), il Dirigente Scolastico Francesco Caloia, i docenti e gli alunni, la cittadinanza tutta.

Durante la manifestazione i relatori presenteranno l’offerta formativa e le prospettive professionali dell’Istituto Tecnico - Settore Tecnologico - indirizzo CAT - ex Geometri, sottolineandone la valenza professionale per la crescita del territorio; infine esporranno l’evoluzione della professione geometra in ambito nazionale e presenteranno la futura laurea triennale per geometri. Il nuovo Geometra specialista della costruzione della tutela dell’ambiente e del territorio a mio avviso sottolinea il Dirigente Scolastico devono essere le vedette della tutela del Paesaggio tipico italiano: possiamo vantarci di un Paese che per secoli è stato chiamato «il giardino d'Europa», e che è stato il primo al mondo a porre la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico tra i principi fondamentali della propria Costituzione (articolo 9); eppure, assistiamo quotidianamente alla cementificazione di preziose aree a vocazione agricola, al declino delle istituzioni pubbliche della tutela, al tramonto della coscienza del bene comune che dovrebbe accompagnarle, al generale degrado del nostro paesaggio.

Questo drammatico divorzio fra principi altissimi (la Costituzione) e cattive pratiche richiede rimedi forti, a cominciare da un ripensamento e rilancio di queste nuove figure professionali : la formazione e la crescita di una vigile consapevolezza civile. Su questo fronte come su tanti altri, la scuola vuole essere il cuore del Paese, se vogliamo costruire un futuro degno della tradizione nazionale: una scuola, s'intende, che non sia mero serbatoio di nozioni, ma vivaio di una coscienza critica che possa essere il principale ingrediente per la vita associata, la solidarietà sociale e le libertà democratiche. Nuove figure professionali che possono esercitare sorveglianza su quanto accade, individuare guasti e pericoli, avanzare proteste, proposte e progetti per salvaguardare i paesaggi e contribuire alla creazione di una più alta coscienza civile, supremo baluardo al degrado che ci assedia.

Tre sono le caratteristiche principali dell'articolo 9, nella sua incisiva formulazione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggioe il patrimonio storico e artistico della Nazione», Primo: la connessione forte tra sviluppo della cultura, ricerca, tutela. Come ha detto il presidente Ciampi in un discorso al Quirinale del 5 maggio 2003, questo è «l'articolo più originale della nostra Costituzione», che «offre un'indicazione importante sulla missione della nostra patria, su un modo di essere e di pensare al quale vogliamo e dobbiamo essere fedeli; (...) la stessa connessione trai due commi dell'articolo 9 è un tratto peculiare: sviluppo, ricerca, cultura, patrimonio, formano un tutto inscindibile. Anche la tutela dunque deve essere concepita non in senso di passiva protezione, ma in senso attivo, e cioè in funzione della cultura dei cittadini: deve rendere il nostro patrimonio fruibile da tutti».

Secondo: il nesso primario tra tutela del paesaggio e tutela del patrimonio storico e artistico, una tradizione culturale tipicamente italiana già operante quando il viceré Bartolomeo Corsini firmò (21 agosto 1745) l'Ordine del Real Patrimonio di Sicilia che simultaneamente imponeva la conservazione di un complesso monumentale (le antichità di Taormina) e di una porzione di paesaggio (i boschi presso l'Etna). A questa stessa matrice risale la principale legge oggi vigente, il Codice dei beni culturali e del paesaggio (2004), che ha il suo maggior precedente nelle due leggi Bottai, entrambe approvate nei giugno 1939, che tutelavano in parallelo patrimonio e paesaggio.

Terzo: la convergenza delle nozioni giuridiche di «paesaggio» e di «ambiente». Nella Costituzione non si parlava di «ambiente» ma la Corte costituzionale ha riconosciuto che la tutela dell'ambiente è valore costituzionale primario e assoluto, in quanto espressione dell'interesse diffuso dei cittadini, determinato dalla confluenza dell'articolo 9 con l'articolo 32, secondo cui «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività». Concezione avanzatissima di «ambiente», secondo cui il danno ambientale (per esempio l'inquinamento delle acque) danneggia la salute del corpo quanto il danno paesaggistico (per esempio la cementificazione di coste e aree agricole) può danneggiare l'equilibrio della nostra mente.

Essenziale in questo quadro è la tutela de i suoli agricoli. Sempre più chiaro è, infatti, che nulla difende il paesaggio e l'ambiente quanto un'agricoltura di qualità. Un a porzione vastissima del territorio nazionale è paesaggio agrario, segnato da una millenaria civiltà contadina, che si intreccia in modo inestricabile con la cultura delle élites: il paesaggio plasmato dalla mano e dalla vanga è lo stesso che è stato cantato dai poeti, rappresentato dai pittori, esaltato dai visitatori del "Grand Tour". Siamo sempre più consapevoli del fatto che il paesaggio italiano è un bene prezioso da difendere perché tanto ha contato nella immaginazione di artisti e viaggiatori del passato, e anche perché costituisce lo spazio in cui si inseriscono tanti capolavori architettonici e urbanistici. Ci è anche sempre più chiaro che oggi dobbiamo difendere il nostro paesaggio perché troppe volte, nel recente passato. abbiamo lasciato che esso venisse manomesso e irrimediabilmente distrutto o imbruttito. In Irpinia purtroppo la ricostruzione Post-Terremoto del 1980 ha coinciso con una radicale alterazione del paesaggio.

Oggi finalmente tutti, almeno a parole, dichiarano che la tutela del paesaggio è questione di vitale importanza. A tal proposito, in provincia di Siena quest’anno è partita la sperimentazione, all'interno degli istituti tecnici, di percorsi di laurea triennale in ingegneria civile e ambientale con la collaborazione dell’Università telematica Uninettuno; lo stesso potrebbe avvenire, a breve, nella nostra provincia. Oggi la formazione tecnica rappresenta un’eccellenza in ambito occupazionale, in particolare i risultati più significativi riguardano il settore tecnologico, indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio. Secondo i dati forniti da AlmaDiploma, infatti, ad un anno dal conseguimento del titolo circa un diplomato CAT su due è occupato.


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