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Classicariano - Il duo Gardel illumina e infiamma

di , Lunedì, 29 Giugno 2015

Ormai e risaputo che questa decima edizione di Classicariano è una rassegna musicale senza pari. La qualità espressa fino ad ora è eccellente, priva di approssimazioni, mai doma a vecchi clichè. Gli artisti esibitisi ieri sera presso il Museo Civico di Ariano Irpino, hanno confermato l’altissimo livello raggiunto dalla rassegna.

Il “Duo Gardel”: Gianluca Campi, fisarmonica e Claudio Cozzani, pianoforte, il nome del Duo preso non a caso nel ricordo del celebre compositore argentino Carlos Gardel. Artisti di caratura internazionale, si sono imposti al pubblico di tutto il mondo per le indubbie capacità virtuosistiche ed interpretative. La serata, accompagnata da un folto pubblico, con il tema “Luci tra Tango e Flamenco”, aveva come si evince dal titolo due stili, quello argentino - uruguayo del Tango: soave, dolce,sognante, a tratti splendidamente cinico, pregno di storie vissute e di amori mancati, contrapposto al Flamenco: stile nato in Andalusia e poi propagatosi in tutta la Spagna, a differenza del tango, il Flamenco attinge la sua forza dalla sfida  tra musica, colore , danza e spesso con il “Bailador” (ballerino) il quale con passi secchi e fieri impone a chi guarda di seguirlo.

Tornando alla serata, il duo Gardel  ha subito attratto l’interesse del pubblico con “Danza Espanola n5 dAndaluza” del compositore Enrique Granados, un Flamenco puro, intriso di sonorità e ritmi a tratti gitani. A seguire “Granada“ di  Ernesto Leucoma, in questo caso l’influenza del ritmo cubano, innesta sonorità che si fondono perfette con lo stile ispanico.

classicariano

Il piano di Cozzani invitava al fraseggio la fisarmonica di Campi il quale non perdeva mai occasione per impreziosire il brano di lodevoli virtuosismi. Si passava così da Manuel de Falla con la “Danza del Molinero” e “Danza del Fuego” ,a Pablo de Sarate e la sua “Carmen“ di Bizet rivista dal talentuosissimo violinista di Pamplona.

La seconda parte del concerto, tutta ad appannaggio del Tango, con Carlos Gardel , eseguendo le celeberrime: “El dia que me quieras“ e “Por una cabeza”, brani emblematici del grande Autore, cantante  soprannominato “El francesito” (Gardel era nato in Francia – Tolosa), trasferitosi a Buenos Aires all’età di due anni. Si è passati a Richard Galliano e la sua "Tango pour Claude", in questo caso il brano eseguito dal duo Campi-Cozzani si fa struggente, le influenze jazz, le note come lame, prima innocue , poi fendenti che arrivavano dritti al cuore lasciando come segno rara emozione. Superba poi, la versione del “Duo Gardel” sul brano del musicista, compositore Uruguaiano di Montevideo Gerardo Matos Rodriguez: “La Cumparsita”, Tango tra i più celebri della storia.

In chiusura si è arrivati ad Astor Piazzolla e le sue composizioni: “Meditango, Otono Porteno, Violentango”. I ritmi e le dissonanze del grande Maestro di Mar de Plata si fondevano con le splendide “divagazioni” del Duo Gardel rendendo la performance ammirevole.

Alla fine un applauso lunghissimo per gli esecutori del concerto, finito solo quando il Duo si è ripresentato proponendo al pubblico: “La danza delle Sciabole“ di Chačaturjan, compositore Armeno. Anche in questo caso esecuzione magistrale. Il pubblico non pago di tutto questo riparte con un ennesimo, lunghissimo applauso, a questo punto il Duo Gardel fa l’ennesima “re entrèe”e sulle note di “Libertango“di Piazzolla si chiude uno spettacolo indimenticabile.

Grazie a Classicariano, all’organizzazione, al Duo Gardel (Gianluca Campi, fisarmonica – Claudio Cozzani , pianoforte). Naturalmente grazie a tutti voi per aver letto questa mia piccola epistole.

Big Wave 

 



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