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Nel post-screening e dopo il "limbo" vissuto come zona rossa, noi arianesi siamo chiamati a farci carico ancora una volta del nostro essere cittadini. Saremo a breve attenti a dare il nostro prezioso consenso a quello o all'altro candidato. Insomma: pronti a votare per vedere finalmente amministrata la nostra città. Ma quali sono le vibrazioni in circolo per il paese? Oltre alla chiacchiera domenicale sotto il sole della villa, cosa davvero ognuno di noi si aspetta da queste amministrative?

Proprio rispondere a questo sembra al momento quanto mai intricato e difficile.

"Vorrei farmi un'idea, ma chi ci capisce è bravo!" è la frase dell'elettore medio oggi. La sensazione non può che essere di confusione di fronte alla possibile quantità esorbitante di liste e canditati, di nomi, "sorrisoni" e strette di mano, di parenti e amici (o sedicenti tali) che ci informano della loro corsa al "trono". Tra intrighi, divisioni e cuciture, a destra come a sinistra, la "pancia" arianese sente l'esigenza di capire. Si chiede chiarezza per esprimersi e votare con piena responsabilità.

Eh già! Perché quello che non manca nei nostri animi, oggi, è proprio la voglia di partecipare, di vedere risorgere la nostra città. Il desiderio di vedere le nostre fresche (o antiche) ferite presto rimarginate è ciò che ci muove dritti nelle urne a settembre. Chi demorde e fa l'indifferente c'è sempre, ma si spera in quei molti che hanno sentito l'esigenza di una nuova attenzione alla politica, soprattutto dopo tante difficoltà.

È vero, i lavori dei partiti e delle liste sono ancora in corso e forse chiedere chiarezza ora può suonare prematuro. C'è tanto da fare: le alleanze, trovare il nuovo volto, o pulire bene il vecchio; concepire la frase giusta per il giusto post su Facebook o conquistarsi il titolo più accattivante.

Così! per chiedere, però: c'è chi non si occupa solo di arrivare a sedersi lì? C'è chi si sta occupando di formulare un programma chiaro, snello e pratico? Qualcosa che non suoni retorico e tratti più direttamente dei problemi, dei nostri problemi. Come nella scena del manicomio in "ricomincio da tre, ogni candidato direbbe esagitato: Si, certamente! Forse molti elettori però, avrebbero proprio l'espressione di Troisi in quello sketch, sentendosi rispondere così.

Certo, può suonare superfluo e qualunquista chiedere piú chiarezza e maggiore impegno. Non c'è mai tuttavia, nulla di scontato né di ovvio, in politica come nella vita. La banalità di chiedere ai "piani alti" che ci si prepari alla chiarezza di pensiero e non solo alla formazione di alleanze; o che si approntino programmi realistici, pratici e congeniali alla ripresa, piuttosto che cercare nuovi volti da affiggere in giro per la città, può essere un pungolo che arriva al momento giusto.

Siamo a ridosso dei giorni di fuoco della campagna elettorale. Accogliere le domande dei cittadini per provocare chi sta per chiedere il loro consenso è quindi un invito e un augurio. Un invito a prendere la politica sul serio, quest'anno più che in passato, ad evitare opportunismi e arrivismi e a guadagnare davvero la nostra fiducia. L'augurio è di sentire forte l'onore e l'onere di ogni singola "x" che chiederete e che potrebbe esser posta sotto il vostro nome. Votare per amicizia e simpatia non basta più. Siete disposti a fare di più? Ma giusto così! per chiedere...

 

Cristiano Colangelo




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