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Nuovi arrivi di migranti in Irpinia, la Cgil: “Ancora confusione e ritardi sui pocket money”

di , Sabato, 05 Settembre 2015

Il prefetto Sessa ai sindaci: “Collaborate”

L'Irpinia non ha confini di filo spinato ma solo qualche ostacolo nell'accoglienza ai migranti.

La nuova ondata prevista per i prossimi giorni investirà ancora una volta il nostro territorio e per non farsi cogliere impreparato il prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha voluto rilanciare l'appello a tutti i sindaci irpini, e persino ai presidenti delle Pro loco, ad aprire le porte delle rispettive comunità ai flussi in arrivo.“Se ogni paese ne ospitasse quindici o venti- esclama il massimo rappresentante istituzionale- avremmo in parte risolto la distribuzione degli immigrati in provincia. Non possono essere sempre e solo gli stessi centri ad ospitare. Occorre più collaborazione e spirito di solidarietà. E' una fase emergenziale, ed è quanto mai necessario l'aiuto delle comunità locali.

Solo se messo nelle condizioni sarò costretto a requisire strutture ma spero di non arrivare a questo perciò confido nella massima disponibilità di tutti i rappresentanti di enti e associazioni”.

Le strutture ricettive che già ospitano sono al collasso, soluzioni alternative allo stato non ce ne sono e il tempo stringe. Intanto l'Inca e la Cgil hanno incassato una vittoria di non poco conto nell'azione di contrasto delle politiche discriminatorie verso i profughi.

La Corte di giustizia europea ha infatti accolto il ricorso presentato dalla Cgil e dall'Inca al Tar del Lazio e ha stabilito che la tassa sui permessi di soggiorno ( stabilita quattro anni fa), che va dagli 80 ai 200 euro, è sproporzionata.

Sia la Cgil che la Inca hanno allora invitato il Governo Renzi ad adeguare la tassa, alla luce della sentenza europea, riducendo drasticamente il costo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno. Dopo questo risultato portato a casa con successo la Cgil di Avellino attraverso il suo segretario provinciale Enzo Petruzziello torna alla carica sulla questione dei 'pocket money', dei relativi ritardi nell'assegnazione e della gestione in generale dell'accoglienza agli immigrati.

“Il prefetto Sessa deve mantenere gli impegni presi- ha dichiarato lapidario Petruzziello-: aveva provveduto alla distribuzione diretta dei pocket money e invece il compito è stato affidato nuovamente alle coop. Convochi al più presto un tavolo per fare chiarezza e per fare di nuovo il punto della situazione in virtù dei continui ritardi nei pagamenti. Noi chiederemo ancora una volta al prefetto di ripristinare la distribuzione diretta agli immigrati trattenendo a monte alle coop 2.50euro sulla tariffa che viene loro corrisposta secondo il capitolato”. E' secco e diretto, come sempre, il segretario provinciale della Cgil. Non ammette scorciatoie o sotterfugi dinanzi a un problema che sta assumendo contorni sempre più drammatici e risvolti imprevedibili.

Vie d'uscita al momento non ce ne sono. C'è solo la buona volontà, e lo sforzo logistico del personale prefettizio di reperire altre strutture sul territorio irpino. Sessa scriverà di nuovo a tutti i sindaci ma non può certo forzare la volontà altrui. I borghi che accolgono anche in numero sproporzionato in percentuale alla popolazione non hanno mai manifestato rigurgiti razzisti né tanto meno sono stati registrati episodi di intolleranza. Resta solo il disagio degli amministratori a far fronte a una integrazione più matura e completa dei migranti nel tessuto sociale ma questa è un'altra storia che stride pure con le ambizioni di chi non è clandestino ma neppure cittadino a pieno titolo. 




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