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Ariano, assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole superiori. Gli operatori all'autonomia e comunicazione protestano

di , Martedì, 21 Gennaio 2020

 

Assistenti all’autonomia e alla comunicazione. Figure professionali previste, nell'ordinamento italiano, dall’art.13, comma 3 della legge 104/1992, che svolgono funzioni di “facilitatori del processo di comunicazione e di apprendimento, a garanzia del concreto ed effettivo diritto allo studio, favorendo l'integrazione e la relazione tra lo studente con disabilità fisica, psichica e sensoriale, la famiglia, la scuola, la classe ed i servizi territoriali specializzati”.

E sono loro che, ad Ariano Irpino, per circa venti anni, hanno garantito agli studenti iscritti nelle scuole secondarie superiori supporto e sussidio. Vent’anni in cui hanno operato stabilendo anche rapporti umani, diventando, così, figure di riferimento per questi giovani garantendo continuità anche, o soprattutto, da un punto di vista affettivo. I giovani li conoscono e li ri-conoscono come persone di fiducia, persone con cui si sentono sicuri e al sicuro, persone con le quali si sentono tranquilli e a loro agio.

Ma da quest’anno, l’anno accademico 2019/2020, qualcosa è cambiato innanzitutto a livello burocratico, ma, e questo è il punto, qualcosa è cambiato per i ragazzi. Facciamo chiarezza: è successo che l’ambito territoriale di Ariano Irpino ha deciso che i compiti fino ad ora svolti da questi assistenti all’autonomia e alla comunicazione (figure professionali, come abbiamo detto in partenza), debbono essere svolti dagli educatori perché, sostiene l’ambito territoriale A 1, questi operatori “non avrebbero i requisiti per svolgere le mansioni professionali del servizio offerto”. Il controsenso sta nel fatto che fino ad ora, invece, i contratti sottoscritti hanno sempre fatto riferimento alla figura di assistente all’autonomia ed alla comunicazione e in questi ultimi tempi la normativa non sarebbe cambiata. Inoltre, gli operatori sono qualificati professionalmente grazie alle attività di formazione della Provincia.

In passato era proprio la Provincia ad occuparsi della questione: l’ente, infatti, concludeva le convenzioni con gli istituti scolastici che, a loro volta, chiamavano i lavoratori.

Col tempo, si sa, gli enti provinciali hanno visto venir meno alcune competenze e così anche il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole è stato trasferito dalla Regione Campania alle amministrazioni comunali già dal 2016. La vecchia amministrazione di Ariano Irpino aveva scelto di continuare a relazionarsi con gli istituti scolastici, mettendo così al primo posto il benessere dei ragazzi.

La nuova amministrazione, invece, ha fatto un’altra scelta: delegare tutto al piano Sociale A 1.

A questo proposito gli assistenti all’autonomia temono una dispersione di denaro, di tempo ma, sopra ogni cosa, un danno per i ragazzi disabili perché, ad oggi, si è creato un grave disservizio vista la totale assenza degli assistenti negli istituti superiori.

Inoltre gli assistenti all’autonomia pongono due quesiti: perché escludere dal servizio chi, per tanti anni, lo ha assicurato con professionalità?

E in secondo luogo: perché cambiare radicalmente le procedure di affidamento del servizio, anche a costo di aprire un contenzioso innanzi al TAR?



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