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Mainiero: "Tradito? Hanno prevalso logiche personali"

di , Giovedì, 12 Settembre 2013

Riproponiamo, per gentile concessione dell'autore, l'intervista a cura del collega di Ottopagine Alessandro Calabrese, pubblicata sul quotidiano irpino di ieri mattina:


Il giorno dopo il blitz allo studio del notaio Edgardo Pesiri da parte degli 11 consiglieri dimissionari che lo hanno deposto dall’incarico, dalle parole del sindaco, ormai ex, di Ariano Irpino, Antonio Mainiero, trapelano amarezza e delusione. Nessun rammarico, però, perché come ha dichiarato lui stesso non ha nulla da rimproverarsi per la gestione guidata negli oltre cinquanta mesi di consiliatura.

Sindaco, si aspettava un epilogo del genere?

Per la verità ero preparato, certo non con queste modalità. Anche se il consiglio, in pratica, non si è svolto, sapevo già all’atto della presentazione della mozione di sfiducia che c’era una forte determinazione da parte di chi aveva deciso di porre fine all’esperienza amministrativa.

Nei giorni successivi alla protocollazione dell’atto non si sono registrati tentativi di “recupero” sui dissidenti. Come mai?

Non ho voluto intraprendere nessuna trattativa. Non era il caso di convincere qualcuno per provare a tirare avanti. Del resto, nel momento storico in cui ci troviamo cercare di restare a galla non serve a nessuno. E poi non potevo essere sempre io a fare Atlantide e reggere le sorti della coalizione.

Neanche il suo grande elettore, l’ex ministro Zecchino, però, è intervenuto per ricucire lo strappo… 

Forse non c’era più la possibilità di soddisfare le richieste di qualcuno. Così come la propensione e la disponibilità al ragionamento e al confronto.

Si è dato una spiegazione alla partecipazione di alcuni esponenti di maggioranza a questa azione volta a far cadere l’amministrazione?

L'obiettivo non l’ho ancora compreso fino in fondo ma posso intuirlo. Dal mio punto di vista “operazioni” del genere possono giustificarsi solo se dietro c’è una progettualità condivisa. Ma non è questo il caso. Parliamo di un gruppo assolutamente eterogeneo e variegato. Non credo che si sia registrata una convergenza al solo scopo di sciogliere il consiglio comunale. Devo pensare che si tratti di una scelta proiettata al proprio futuro. Ad una eventuale personale ricollocazione partitica, così come ad una ricerca di autonomia e verginità politica per potersi riposizionare meglio sullo scacchiere cittadino. Altre motivazioni non ne vedo.

C’erano stati segnali di dissapori o contrasti con chi poi ha voltato le spalle alla maggioranza?

Assolutamente no. Siamo stati insieme fino a pochi giorni dalla presentazione della mozione di sfiducia. La maggioranza, compatta, ha approvato il bilancio e poi si è appreso della firma del documento.

In passato, però, tanti momenti di crisi…

Sempre dovuti alla deriva di personalismi e alla esaltazione di qualche protagonista. Per comprendere le vere origini dello strappo bisognerebbe chiedere conto al Pdl della mancata presentazione di una lista elettorale, degli accordi precedenti alle elezioni e dei vari passaggi effettuati da alcuni consiglieri da un partito all’altro…

Un suo rammarico in questa vicenda…

Confesso di essere dispiaciuto per non aver potuto parlare in consiglio comunale. Avrei voluto, carte alla mano, esibire una sentenza del 28 luglio scorso con la quale il Comune si è riappropriato di un immobile la cui proprietà era stata impropriamente acquisita da uno dei consiglieri firmatari la sfiducia. O tracciare le mosse di qualcun altro dei dimissionari passati da un partito all’altro in cambio di incarichi redditizi. Ecco questo è il mio rammarico. Per il resto, tutto sommato, quanto è successo fa parte del gioco e nelle ultime fasi di un’amministrazione possono verificarsi degli spostamenti di carattere personale… Altri documenti avrebbero dimostrato come l’amministrazione è andata avanti con trasferimenti statali ridotti del 40 per cento dal 2008 ad oggi. E, nonostante ciò, sia riuscita a ripianare tanti debiti, eliminando molti incarichi legali e professionali legati solo a clientelismi e favori. Avrei voluto dire, insomma, tutto quello che di buono abbiamo fatto in questi anni, e non era poco, fino all’ultimo giorno con il blocco dei fascicoli del tribunale. Purtroppo non ne ho avuto l’occasione.

Restano in sospeso diversi progetti e opere pubbliche…

Sì è vero, anche se negli ultimi tempi c’era stata una netta accelerazione e tanti interventi stavano andando in porto. Avevamo avuto anche l’ok per il collaudo dell’impianto sportivo di “Cannelle”, passaggio che ci dava la possibilità di poter spendere il finanziamento ottenuto e completare i lavori. Inoltre, stavamo mettendo mano ad una serie di opere di riqualificazione e messa in sicurezza negli edifici scolastici. Adesso si blocca tutto, come pure il contratto di quartiere. Solo questo aspetto avrebbe dovuto sconsigliare ai dimissionari la scelta, poco oculata in questo difficile momento, di chiudere in anticipo la consiliatura.

E ora?

Sono sereno, torno al mio lavoro. Quando le cose le fai con onestà intellettuale e ti impegni sempre in prima persona per la comunità che amministri non hai nulla da rimproverarti. Ieri sera (lunedì, ndr), certo, non ho dormito proprio benissimo ma ho dormito. Non so, invece, se gli altri ex consiglieri sono riusciti a riposare.

Arriva il Commissario. Intanto il prefetto di Avellino, ieri, ha firmato il provvedimento con il quale ha sospeso il Consiglio Comunale di Ariano Irpino, nominando la dottoressa Elvira Nuzzolo, vice prefetto, commissario per la temporanea gestione dell’Ente, in attesa che si perfezioni la procedura di scioglimento avviata a seguito delle dimissioni rassegnate dagli undici consiglieri.




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