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Mondial Group, continua il presidio. Gli operai: “Pronti a occupare la A16”

di , Martedì, 15 Settembre 2015

Continua il presidio degli operai davanti allo stabilimento della 'Mondial Group' alle porte di Montemiletto.

Notte e giorno passati a picchettare l'azienda che li ha messi alla porta mentre si avvicina domani, la giornata cruciale per le sorti della fabbrica dell'amministratore unico Franco Monico che ha deciso di smantellare l'insediamento produttivo irpino per delocalizzare altrove (Turchia) la realizzazione di vetrine frigo verticali. Intanto questa mattina il sindaco di Montemiletto, Agostino Frongillo,ha convocato nell'aula consiliare un incontro pubblico coi sindaci del circondario per tenere alta l'attenzione sulla vertenza della 'Mondial Group' in vista appunto del tavolo tecnico fissato per mercoledì a Napoli, e fortemente voluto dal presidente del Consiglio Regionale campano, Rosetta D'Amelio, che ha già incontrato i lavoratori dell'azienda prossima alla chiusura. Lavoratori che non si rassegnano che si sentono presi in giro dalla proprietà e si dicono pronti a tutto pur di difendere i loro diritti e l'occupazione diventata fonte di preoccupazione.

Lo scopo è quello di fare rete attorno ai settantuno dipendenti in mobilità e pressione su Monico affinché ci ripensi. “Siamo determinati ad andare avanti ad oltranza con il presidio- fa sapere Giuliano Moccia, Rsu Fiom-. Di sicuro non molliamo e occuperemo, se necessario, la A16 che scorre proprio qui di fronte. La classe politica irpina ha mostrato almeno un po' di interesse al nostro caso, ma, si sa, questo non basta. E' opportuno alzare l'asticella del confronto, e fare rete. E' una fase molto delicata per il nostro futuro prossimo e il timore di tutti qui è che sia già segnato”. Ieri mattina alcuni operai hanno protestato, sempre pacificamente, ai bordi della Variante, all'altezza del bivio che porta allo stabilimento della 'Mondial Group' per sensibilizzare anche gli automobilisti in transito. Una protesta presto rientrata, se non altro per motivi di sicurezza su strada.

C'è tensione e disperazione negli sguardi dei più giovani, e soprattutto un senso di smarrimento.

Chi non parla comunica comunque con gli occhi il malessere che cova. Per alcuni di loro questa è stata la prima occupazione stabile: adesso però tutto appare capovolto come per un maleficio e nessuno sa dove aggrapparsi per rimanere a galla e non lasciarsi andare alla corrente.

“Confidiamo pure nell'intervento del prefetto Sessa- spiega sempre Moccia-: ci vuole una spinta forte e autorevole e ci vuole chiarezza su quanto sta accadendo a nostro discapito. Il silenzio della proprietà non è un buon segno”. Ed è il segnale che mercoledì al tavolo Monico non ci sarà. 




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