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Da ormai un anno a questa parte è diventato l’argomento principale delle nostre conversazioni, più gettonato del risultato delle partite, dell’ultimo film uscito o degli esami che mancano alla laurea.

Eppure, sembra che più se ne parli, più il Covid diventi per tutti noi un oggetto sconosciuto, di cui abbiamo collezionato scarne ed errate informazioni. Per non parlare della temuta positività, che cala sulle nostre vite come la ghigliottina sul collo di Luigi XVI.

Ecco, quindi, il nostro vademecum, che speriamo possa esservi d’aiuto nel mantenere la calma, cercando di gestire questa difficile situazione nel miglior modo possibile!

In caso di contatto stretto con un positivo, qualora non si manifestino sintomi, basta osservare una quarantena di 10/14 giorni ed avere un test diagnosticato negativo.

Iltest antigenico (più rapido) è disponibile in qualsiasi farmacia locale, la quale è per altro obbligata a caricare giornalmente tutti gli esiti dei test sierologici e dei tamponi naso faringei nell’apposita piattaforma regionale SINFONIA. Se il risultato è negativo, potete tirare un sospiro di sollievo, ma qualora fosse positivo come bisogna comportarsi?

Dopo la positività segnalata da un antigenico, è necessario svolgere un test molecolare, sollecitato dal SEP di Avellino o dal proprio medico di base, quindi aspettare in isolamento l’ASL, che effettuerà il tampone di conferma.

Nel caso di positività senza sintomi, è obbligatoria una quarantena di 10 giorni, a seguito dei quali effettuare un tampone, che attesti la negatività.

Qualora la positività fosse accompagnata da sintomi, il medico di base vi prescriverà una terapia personalizzata, inoltre è necessario un isolamento di 10 giorni di cui almeno tre devono essere senza sintomi, a seguito del quali effettuare il test.

Può capitare che la positività sia a lungo termine: in quel caso è comunque obbligatorio rimanere in isolamento 21 giorni, almeno 7 dei quali senza sintomi; su indicazione medica, l’isolamento può arrestarsi.

Veniamo in vostro soccorso anche nel caso in cui siate obbligati ad una convivenza con un positivo: no, non è un lebbroso, ma è altamente consigliabile avere dei piccoli accorgimenti, che potrebbero rivelarsi essenziali per evitare il contagio.

È importante che il positivo viva in un ambiente separato dagli altri, cercando di uscire il meno possibile ed evitando il contatto con oggetti comuni (telecomandi, pc, ecc.). È preferibile che il bagno sia personale, o in alternativa disinfettarlo accuratamente ogni volta dopo l’utilizzo, usando sempre e comunque guanti e mascherina. Stop ai pasti insieme: purtroppo il positivo deve mangiare e dormire da solo. Bisogna, inoltre, favorire la circolazione dell’aria negli ambienti domestici, spalancare finestre e balconi più volte al giorno: più l’aria circola, minore è la possibilità che il virus resti in casa.

Se la persona positiva necessita assistenza, è importante indossare mascherina e guanti, evitando di toccarne la parte esterna nel momento in cui li togliete e poi buttarli; controllate la temperatura due volte al giorno e monitorate la saturazione dell’ossigeno all’occorrenza.

Per ogni dubbio, affidatevi al medico curante, senza recarvi al Pronto Soccorso.

Il Covid è la malattia della solitudine, del mancato contatto fisico. Si combatte soli e purtroppo, si muore soli, ma ognuno di noi può svolgere la propria piccola parte per rendere questa guerra interminabile meno dura.




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