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Vis Ariano Accadia, giocatori prigionieri: l'appello del bomber Capodilupo

di , Lunedì, 07 Settembre 2020

I giocatori della Vis Ariano Accadia continuano a rimanere in quarantena, riceviamo e pubblichiamo l'appello di Giuseppe Capodilupo, attaccante della squadra:

 

"Dopo aver incassato le iscrizioni dai Presidenti e stabilito i gironi, la lega nazionale dilettanti ed il comitato regionale della FIGC spieghino alle società campane (e non solo)  come intendono condurre i vari campionati.

E' stato possibile portare a termine i campionati di Serie A in quanto una circolare del Ministero della Salute, su parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico, ha sancito una cosiddetta "quarantena soft".

La stessa, per dirla in modo semplice (che poi tanto semplice non è per questioni logistiche-organizzative), prevede,  in caso di positività, l'isolamento soltanto per i soggetti positivi con tamponi a tappeto per gli altri membri della squadra, compreso un test veloce a poche ore dalle partite. 

Questa circolare, a soli 5 giorni dalla disputa di partite ufficiali, non è stata mai estesa al mondo dei dilettanti, contrariamente a quanto ingenuamente crede più di un presidente.

Il protocollo stilato per la ripresa non fa altro che richiamare le regole basilari dell'igiene stabilite in questi mesi (come se prima l'igiene fosse un optional). Quando si inizia a parlare di tesserati positivi dopo un allenamento, il "possesso -palla" è delle ASL di competenza.

Di conseguenza, le ASL non possono fare altro che applicare i protocolli vigenti. Quarantena di 14 giorni per tutti e tamponi appena possibile. I tempi lunghissimi per ottenere i tamponi sono imposti dalle emergenze.

In poche parole, in un campionato di 14 squadre con 25 tesserati in media (senza contare quello che necessariamente gira attorno) con 3-4 positivi al virus , uno per squadra, vi sarà l'obbligo di quarantena per 100 ragazzi (anche se negativi). E chi gioca ?!?!

Ma si sa, e per certi versi lo sottoscrivo, con una pandemia in atto il calcio può aspettare. Vero se non fosse che in Eccellenza e Promozione il calcio è anche lavoro. Approfitto per ringraziare l'Associazione Italiana Calciatori per la sensibilità mostrata sul tema e per aver ottenuto per tanti di noi il "Bonus collaboratori sportivi".

Tuttavia quarantena non significa rinunciare a "giocare" ma rinunciare alla vita, con serie ripercussioni sulla vita lavorativa di ogni tesserato dilettante. E' quanto accaduto ad Ariano in questi giorni.

Ad oggi l'allenamento di una squadra dilettante che segue il protocollo stilato dalla LND ha per le ASL lo stesso valore di un festino privato con 20 ragazzi.

Avendo vissuto la vicenda in prima persona occorre ammettere che l'ASL ha giustamente disposto le misure di prevenzione necessarie. Sappiamo che la questione è stata presa a cuore e che presto saranno disposti nuovi tamponi per consentire ad ognuno di tornare alla vita normale in sicurezza.

Allo stesso tempo, in quanto tesserato Figc, invito chi di competenza a fare chiarezza sul futuro prossimo del calcio dilettante. Venga spiegato ai presidenti che al momento non vi sono le regole per ripartire, continuare e finire un campionato.

Abbiamo bisogno di tornare a dar sfogo alle nostre passioni, ma la sola passione non basterà".

 

Giuseppe Capodilupo, un tesserato in quarantena!

 

 

 

 




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