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Gli alunni dell’Istituto Fermi di Vallata presentano una proposta di legge regionale contro le trivellazioni petrolifere

di , Sabato, 23 Marzo 2013

Immagine di Cittadiariano.it
All’interno del progetto “Ragazzi in aula”, iniziativa della Presidenza del Consiglio Regionale sulla partecipazione degli alunni della Campania alla vita legislativa dell’ente, gli studenti dell’Istituto Enrico Fermi di Vallata grazie alla sensibilità del dirigente scolastico Prof. Sabato Centrella, coordinati dalla docente Gerarda Tanga, hanno presentato una proposta di legge contro le trivellazioni petrolifere in Irpinia e Campania.

Gli alunni delle classi 2^ B , 4^ A e 4^B nella proposta “Provvedimenti urgenti in materia di governo del territorio e per la riduzione del consumo di suolo” hanno definito una relazione introduttiva nella quale analizzano i danni ambientali e le incompatibilità con le attività economiche presenti sul territorio e un articolato nel quale propongono di fermare i progetti di ricerca e di definire criteri di sostenibilità ambientale per i progetti di ricerca di fonti energetiche sul nostro territorio. L' Irpinia è una terra ricca di risorse naturali e con un ricco patrimonio faunistico e floristico. Eppure quest'area è oggi minacciata da possibili esplorazioni petrolifere che mettono a rischio un ecosistema delicato, di primaria importanza per gli equilibri idrici del meridione. I permessi di ricerca in Campania riguardano il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Sannio e l’Irpinia, con Sviluppo Risorse Naturali, Delta Energy, Italmin e Cogeid interessate al territorio regionale. I rischi evidenziati dagli alunni nella relazione introduttiva sono connessi alla estrazione del petrolio: il possibile inquinamento delle falde acquifere, il pericolo di fuoriuscita di idrogeno solforoso in fase di estrazione, i rischi simici.

Trivella petrolio

Molteplici le testimonianze di esperti consultati dai comitati spontanei sorti a Gesualdo e Nusco relative ai pericoli ambientali citati. Secondo il geologo Franco Ortolani, infatti, "non si può stabilire con precisione quale sarà l'impatto delle estrazioni petrolifere visto che non si sa esattamente dove sono le faglie attive, né si conosce la loro morfologia, né gli effetti sulla delicatezza degli equilibri delle faglie dei fluidi iniettati per favorire l’estrazione degli idrocarburi". A questo si aggiunge l’impoverimento di interi territori, la svalutazione immobiliare, la fine di alcuni settori – in primis quello agricolo – di trasformazione alimentare e turistico, che in presenza di trivellazioni e della relativa desolforazione sono costretti a soccombere. Infine, lo sviluppo economico della Basilicata non è per niente migliorato in questi decenni di esplorazioni petrolifere. Anzi, pur essendo il Texas d’Italia, la Basilicata è agli ultimi posti per occupazione e ai primi per emigrazione giovanile e, infine, l’indotto creato dal petrolio è notevolmente più basso di quello del turismo naturalistico ed enogastronomico evidentemente ostacolato da attività di estrazione e lavorazione del petrolio come testimonia un rapporto di Rita D’ Ottavio del WWF Basilicata. La Regione deve tener conto della vocazione del proprio territorio, se vuole crescere e rispettare popolo e ambiente. "Noi giovani - termina la relazione - siamo stati già defraudati del nostro futuro a causa della crisi, ma non vogliamo rinunciare alla speranza di vivere e crescere in un ambiente sano, non calpestato dagli interessi economici di pochi, a discapito del futuro di tanti. Questo appello è rivolto a tutte le istituzioni che. nei ruoli diversi e per diverse competenze, ci rappresentano".

Nell’articolato si evidenzia come l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla salute, alla dignità umana e all’ambiente. Si richiede che, al fine di assicurare processi di sviluppo sostenibile, non si rilasceranno nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi e si impegna la Giunta Regionale a coinvolgere la popolazione attraverso comunicati, riunioni e convocazioni del Consiglio delle autonomie locali, dando ampia pubblicità per consentire la massima diffusione delle informazioni, degli atti e dei documenti. Infine si chiede che la regione promuova progetti compatibili con le vocazioni del territorio e a tal fine accerti preventivamente la compatibilità ambientale di progetti, di opere e / o interventi pubblici e privati attraverso la valutazione degli impatti che tali opere possono provocare. Gli studenti dell’Enrico Fermi di Vallata


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