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Ultimissime :

Il Programma Elettorale della lista PD–PSI Sindaco Guido Riccio

di , Martedì, 29 Aprile 2014

Pubblichiamo il Programma Elettorale della lista PD–PSI collegata al candidato a Sindaco “Guido Riccio” consultabile e scaricabile da QUI


 

Premessa

La contingenza della attuale crisi economica rappresenta un momento cruciale per la vicenda storica e politica locale, provinciale e regionale.

Le aree interne della Campania si presentano all’appuntamento in una posizione di grande debolezza contrattuale conseguente anche della grave carenza di rappresentanza nelle sedi istituzionali.

In particolare l’area Ufitana, nonostante le recenti, quanto tardive, decisioni assunte da Caldoro nel merito della alta capacità, che vedremo realizzate forse nel 2025, resta profondamente colpita dalla crisi che presenta i suoi effetti più evidenti nella chiusura della Irisbus e delle attività collegate al suo indotto.
La progressiva, quanto evidente, perdita di peso e di incidenza della nostra città si riverbera negativamente sull’intero territorio che da essa non si sente più rappresentato, ma nel quale non trova, comunque, riferimento.

Da questa condizione nascono a cascata una serie di effetti tendenti al ridimensionamento  dei servizi che storicamente sono stati allocati nella nostra città: chiusura del tribunale, ridimensionamento dell’ufficio del genio civile, il tentativo di ridurre il ruolo e la funzione dell’ospedale, sospensione delle fermate FF.SS. ecc. che impoveriscono l’intera area ufitana.

In questo modo si sommano, in effetto perverso, la crisi economica e la perdita di ruolo e funzione amministrativa.

Altro specchio del momento è la grave crisi che attanaglia il commercio cittadino organizzato su piccoli esercizi che hanno cercato, spesso non trovandola, nella delocalizzazione a Cardito un ancora di salvataggio. Questa scelta ha assestato un definitivo colpo al centro storico e ha determinato il definitivo congestionamento di quell’area con le conseguenze negative che  comporta sull’intera città.

Il risultato è un impoverimento generale cui consegue la emorragia di residenze.

Le responsabilità di tutto questo non sono solo da ricercare in fattori extra territoriali quali la gravissima crisi economica che da quasi sei anni colpisce il Paese.

Quanto accaduto è anche  stato provocato dalla insipienza e la sciatteria dei politici locali che negli ultimo dieci anni hanno governato la città, da scelte urbanistiche sbagliate che in alcuni decenni hanno dispiegato il proprio effetto perverso provocando l’inaccessibilità al centro storico, la irraggiungibilità, in tempi di percorrenza accettabili, dei servizi e delle funzioni commerciali in esso una volta allocati.

Parallelamente, nonostante gli impegni in direzione contraria sbandierati dalle giunte di centro destra, si è assecondata la progressiva perdita di residenza del centro storico e lo smembramento della città che ha accompagnato una perdita di identità collettiva che esalta i particolarismi ed indebolisce ulteriormente il potere contrattuale dell’intera comunità arianese.

Il PUC elaborato dall’amministrazione Gambacorta si è posto un unico obbiettivo politico che è quello di accontentare quanti più clienti possibili a scapito del futuro della città e a danno degli stessi accontentati. La vicenda IMU sulle aree edificabili è sintomatica.

La nostra città in questo modo da riferimento per l’intero comprensorio è diventata una città senza attrattive e prospettive ove i giovani sono coloro che in maniera più forte avvertono la mancanza di futuro, costretti come sono sempre più frequentemente a cercare lavoro fuori del nostro territorio.

In una realtà urbana sfilacciata come quella che si è prodotta la ragione del disagio non va ricercata solo nella crisi economica e la conseguente mancanza di prospettive occupazionali. Essa è espressione di un disagio sociale profondo dovuto alla progressiva periferizzazione della città costituita ormai da tre agglomerati periferici, ivi compreso il centro storico, ed una sterminata campagna urbanizzata priva di una qualsiasi riferimento nel quale ritrovarsi e riconoscersi.
La proposta politica in questa realtà non è più capace di ricondurre a  sintesi le esigenze corporative e localistiche che la frammentazione delle residenze ha generato. La politica in questa realtà, non sostenuta da robuste ragioni, ideali finisce per inseguire i particolarismi localistici in una spirale che frammenta l’azione politica in mille interventi clientelari e che indebolisce funzione e ruolo complessivo della nostra città.

Il dissesto della finanza comunale è ulteriore testimonianza dell’incapacità gestionale del centro destra. Questo non si traduce solo in intollerabili interventi di maggiorazione delle imposte comunali fino al limite della vessazione. Il dissesto economico annulla ogni possibilità di programmare interventi di politica comunale a favore delle fasce più deboli quali sono, ad esempio, gli anziani indigenti e impedisce qualunque azione di promozione del territorio delle sue emergenze e qualità che comunque esistono. Un simile quadro esalta lo scoramento e la rassegnazione.

Il tribunale  di Ariano è stato chiuso senza una sola manifestazione di dissenso corale da parte della popolazione. L’unica reazione è stata quella organizzata intorno alla azione del senatore Enrico Buemi e quella di qualche associazione giovanile. In particolare, la difesa dei livelli di servizi sanitari è  stata completamente delegata all’associazionismo.

Il centro destra si è assunto altri compiti, la spartizione tra i vari potentati che la hanno costituito della gestione delle risorse e delle opportunità che la nostra città offriva:

  • la liquidazione a costo zero delle quote Biogem;
  • l’ampliamento del cimitero;
  • la gestione del complesso Giorgione, le commissioni, il personale e perfino le manifestazioni musicali.

Ma per quanto grossa fosse la torta non si è riusciti mai a trovare la quadra ed ecco la ragione del susseguirsi delle crisi amministrative, dei rimpasti, delle dimissioni, dei salti della quaglia fino all’implosione finale con le dimissioni degli undici consiglieri e la caduta definitiva del sindaco Mainiero.
In quasi dieci anni gli unici episodi di galantomismo, di coerenza politica svolta con una azione di opposizione dura, coerente, priva di collusioni si sono verificati nel centro sinistra con esempi di trasparenza e coerenza, di costante impegno nella denuncia di malefatte o di proposte come avvenuto in occasione della discussione sul PUC o nel merito della difesa del territorio o, ancora, sull’affare cimitero.

La prossima consiliatura non può essere l’ennesima  occasione persa,  per questo i socialisti ed i democratici uniti ravvisano la necessità di una svolta che, raccogliendo le esigenze di tutte le forze vive della città, si concretizzi in  una svolta di rottura con il passato.

Sulla base di quanto esposto i democratici ed i socialisti arianesi ritengono che l’azione della futura Amministrazione debba concentrasi sulle seguenti priorità:

IL TERRITORIO

I collegamenti

A differenza di quanto accaduto nei decenni trascorsi la nostra città è risultata completamente assente dal dibattito sulle grandi direttrici strategiche che, nel nostro caso particolare si identificano con le previsioni di inserimento all’interno del corridoio 8 individuato dalla Comunità Economica Europea.
Altri sindaci ed altre realtà sono stati più presenti ed incisivi di Ariano che rischia di essere marginalizzata rispetto alle grandi scelte sull’alta capacità ferroviaria, sulla piattaforma logistica, sulla Lioni-Grottaminarda.

Inserire correttamente Ariano ed il territorio dell’Ufita all’interno delle grandi direttrici di traffico e di collegamento impone anche un lavoro nei confronti dell’Ente regione affinché  si abbandoni la logica delle tangenziali regionali secondo l’asse nord-sud che finiscono solo per allargare  le periferie della conurbazione napoletana al fine di creare finalmente un collegamento tra i due mari che coinvolga la valle dell’Ufita recuperando i contenuti nel protocollo che l’amministrazione provinciale Maseli sottoscrisse  con le province di Campobasso, Benevento e Foggia. Si ricorda che il raddoppio della Ferrovia Napoli Bari è inserita nel corridoio 8 individuato dalla Comunità Economica Europea e che la realizzazione della stazione Irpinia in territorio arianese può determinare una rivoluzione economica.

Rispetto all’Ente provincia bisogna aprire una vertenza affinché lo stesso:

  • abbandoni la negativa tendenza a concentrare funzioni e servizi nella città capoluogo;
  • potenzi i collegamenti orizzontali esenziali a connettere tra di loro i centri minori con una rete stradale in cui il comune capoluogo non costituisca l’unico snodo; (Ariano – Melito) (Strada Vallone di Vallo);
  • segnalare alla regione la miopia di scelte di programmazione basate unicamente sulla dimensione demografica dei comuni (vedasi la scelte sui PIM);
  • valorizzazione turistica con l’inserimento a pieno titolo della Valle dell’Ufita e del nord-est arianese nel PTCP provinciale dal quale siamo stati esclusi nonostante la presenza di due arianesi nella giunta provinciale.

L’accessibilità ed accoglienza

Obbiettivo primario è quello di decongestionare il traffico che impedisce quasi in ogni ora del giorno l’accesso alla nostra città.
Questo imbuto è causa di grave danno economico in quanto dissuade i possibili avventori dal raggiungere le numerose attività commerciale sia che esse siano ubicate a Cardito sia che siano ubicate nel centro storico.

Per noi Cardito rappresenta una importantissima risorsa economica, pertanto è essenziale assumere immediatamente le seguenti decisioni:

  • realizzazione di una ulteriore rotatoria da ubicarsi alla fine della stecca dei fabbricati realizzati da Scoppettuolo;
  • imporre un severissimo divieto di svolta a sinistra;
  • individuare una serie di aree da adibire a parcheggio, anche attraverso convenzioni con privati.

L’assunzione di questi provvedimenti faciliterebbe anche l’acesso all’ospedale, che ci piace ricordare essere struttura a servizio dell’intero territorio e non solo di Ariano, nonché l’acceso al centro storico il quale, va, però, predisposto all’accoglienza impedendo il parcheggio e la sosta selvaggia.

Interventi prioritari dovranno essere quelli finalizzati a:

  • completare i silos di via Calvario e di via Nazionale;
  • individuare ulteriori aree di parcheggio in prossimità dei luoghi strategici sia per il commercio che per i sevizi.


Il Centro Storico

Le scelte urbanistiche sbagliate sono come una bruta malattia che si incuba nel tempo e i cui effetti si manifestano quando è ormai impossibile intervenire.

Gli agenti aggressivi del nostro centro storico sono sostanzialmente tre:

  • La dispersione della residenza sul territorio. La splendida abitudine dello struscio serale si è persa e con essa la possibilità di socializzazione che storicamente tutte le agorà hanno offerto alla città;
  • La irrangiungibilità a causa della crescita delle conurbazioni periferiche. Le lunghe code per l’attraversamento di Cardito sono un costo economico e sociale e di credibilità per la collettività arianese. In nessun paese civile si realizza a valle dell’ospedale una conurbazione che accogli quasi cinquemila abitanti;
  • La perdita di funzioni qualificanti. Il nostro centro è privo di qualunque effetto positivo che ogni grande centro offre: un teatro, ritrovi di qualità, ristoranti. Resta solo qualche attività commerciale che ancora resiste all’allungarsi del serpentone di Cardito.

La scelta di delocalizzare fuori dal centro tutti gli uffici significativi fa ripensata  alla luce della disponibilità di superfici di proprietà comunale nella quale allocarli.

E’ evidente a tutti che, nonostante il centro storico fosse al primo punto del programma di Domenico Gambacorta e di quella di Antonio Mainiero, lo si è abbandonato a se privo di qualunque intervento causa di uno scarso interesse politico. Questo nonostante l’opposizione svolta dai democratici e dai socialisti continuasse a segnalare la necessità di un coordinamento politico almeno sulle questioni Valle e S. Stefano. Tornando ai problemi i socialisti arianesi ritengono quindi che innanzitutto bisogna: restituire il centro storico alla residenza.

Per conseguire questo obbiettivo è necessario:

  • accelerare la ricostruzione usando anche i metodi energici che la legislazione mette a disposizione degli Enti locali (poteri sostitutori);
  • censire una volta per tutte le aree di proprietà del comune al fine di proporre interventi di edilizia popolare all’interno del vecchio tessuto edilizio;
  • imporre ai tanti privati che non hanno terminato i lavori il loro completamento. Alcuni di questi immobili potrebbero ospitare attività commerciali in quanto dispongono di superfici adeguate,
  • tutelare la qualità delle costruzioni impedendo il degrado della qualità del costruito;
  • bloccare gli effetti perversi che l’approvazione del P.U.C. provocherà incentivando la costruzione di residenze non aziendali nelle zone rurali con incidenza notevole anche sulla qualità dell’utilizzo dei risparmi delle famiglie;
  • impedire il proliferare di attività commerciali lungo la statale 90;
  • affrontare con convinzione e determinazione il problema del complesso Giorgione e dell’area del mercato coperto.

In merito al problema Giorgione va ricordato che, nonostante il centro sinistra fosse all’opposizione dell’amministrazione Gambacorta, si preoccupò di creare contatti con la giunta Sassolino ed in particolare con l’assessore Di Lello per finanziare l’intervento. Il progetto però abortì perché nelle spartizioni del centro destra il complesso Giorgione era di appannaggio di un assessore.

Per Giorgione il centro – sinistra prevediamo innanzitutto una progettazione di qualità affidata ad un architetto di fama con la sistemazione al suo interno dell’istituto alberghiero, funzioni per la cultura, in particolare una scuola per le arti visive e cinematografiche, la istituzione di una scuola di valorizzazione musicale.

In sintesi la presenza dei parcheggi, di superfici disponibili (locali nel palazzo di vetro, palazzo Bevere finalmente ultimato, gli interventi su Giorgione e sul mercato coperto) posso costituire l’asse di un centro direzionale di facile accessibilità intorno al quale è ipotizzabile, grazie al cablaggio della città, la nascita di start up da allocare proprio nel centro storico insieme ad attività legate all’artiginato tradizionale ed al commercio di qualità.

I SERVIZI

La Sanità

La battaglia per la difesa della sanità sul territorio si è già dispiegata con l’impegno per la difesa dei due primariati di ginecologia e medicina, che in un primo momento, nel Piano Ospedaliero Regionale, erano stati tolti all’ospedale di Ariano.

Essa successivamente si è sviluppata con la partecipazione attiva dei militanti del centro sinistra all’azione dell’Osservatorio sulla Sanità ed alle battaglie sostenute per indurre il dirigente della ASL di Avellino al rispetto del Decreto Regionale 49/2010. In esso l’ospedale ottone Frangipane è individuato come Dea per il secondo livello dell’emergenza e l’impegno della futura Amministrazione dovrà essere profuso a totale ed incondizionato sostegno dell’associazionismo per il raggiungimento di tale obiettivo si batte.

Accanto a questo vanno difesi e potenziati i servizi sanitari sul territorio. Il nostro distretto sanitario deve garantire livelli essenziali di assistenza migliorando ed ampliando le prestazioni, evitando gli sprechi e il trasferimento inutile e dannoso di personale dalle nostre strutture.

Bisognerà adoperarsi perché tutto amministrativo proditoriamente trasferito ad Avellino torni nella sede di Ariano anche perché questo può avvenire a costo zero.
L’impegno massimo nel settore sanitario deve essere profuso:

  • sulla difesa dell’assistenza domiciliare;
  • sulle campagne si prevenzione;
  • sulla tutela ambientale dall’inquinamento prioritaria è la necessità dei intervenire per la bonifica delle discariche di Difesa Grande e di Pustarza. A tale proposito è giusto chiedersi come mai, nonostante la nostra città abbia espresso e stravotato l’assessore provinciale all’ambiente della giunta di centro destra, della bonifica dei Difesa Grande non si sappia ancora niente;
  • riallocazione nella nostra città del SERT  e della scuola di formazione e specializzazione infermieristica.


Il registro delle coppie di fatto

La nuova organizzazione della coppia registra, nella nostra città, la presenza nel nostro tessuto sociale la presenza di coppie di fatto, molte della quali con figli.

Esse si formano sia per una diversa concezione del rapporto affettivo tra due persone, sia per la precarietà del sistema sociale italiano il quale pare fatto apposta per scoraggiare unioni stabili ed in particolare la maternità.

A queste coppie fa data l’opportunità di riconoscimento della loro esistenza che può anche fungere da incentivo alla stabilizzazione del rapporto instaurato attraverso l’istituzione del Registro Comunale delle Coppie di Fatto.

Questa iniziativa non va intesa come deriva laicista, ma al contrario come mezzo per consentire alle tante coppie che non hanno inteso ufficializzare il loro rapporto nelle forme tradizionali di assicurarsi il diritto alla reciproca assistenza, alla possibilità di accedere un mutuo, ecc.

I trasporti

La progressiva emarginazione della nostra città e del nostro territorio è confermata anche dalla progressiva riduzione di corse per il collegamento con il capoluogo con Foggia e con i comuni limitrofi.

In questo modo il consorzio ARIR scarica sulle aree più deboli l’onere dei tagli economici impostigli dalla regione. Ancora una volta lo scarso peso politico del di Ariano viene pagato.

Lo stesso vale per il collegamento ferroviario. E’ recente l’intervento presso il ministero ed in particolare presso il vice ministro Nencini per la istituzione di due nuove fermate presso la stazione di Ariano, una la mattina ed un'altra la sera.

La crisi dell’AMU va inserita nel discorso più ampio dei servizi integrati tra comuni in vista della istituzione degli ambiti amministrativi consortili. A questa struttura vanno affidati anche altri servizi quali quelli del parcheggio e della cura e della tutela dell’ambiente urbano.

Nella premessa abbiamo richiamato la realizzazione della stazione Irpinia e l’inserimento ne corridoio 8 del raddoppio della tratta ferroviaria Napoli Bari.

Si tratta di una impresa di grandissimo rilievo la cui realizzazione sarà seguita dal centro sinistra arianese attraverso una strettissimo collegamento politico con il sottosegretario del Basso De ed il vice ministro Nencini allo scopo di far conoscere  al ministero gli studi nel merito sviluppati, la conoscenza delle esigenze del territorio ed allo scopo di tutelare gli interessi della nostra città

Il Tribunale

La cittadinanza deve chiedersi dove erano i grandi politici dek centro destra mentre sopprimevano il nostro tribunale.

Una battaglia qualificante del centro sinistra è stata quella in difesa del nostro tribunale. Questa battaglia non è ancora terminata. Infatti grazie all’azione preminente del senatore Enrico Buemi resta ancora aperta la possibilità della istituzione nella nostra città della sezione distaccata del tribunale di Benevento.
Infatti su sua iniziativa pende al Senato una mozione a firma dei componenti dell’intera Commissione Giustizia per il raggiungimento di tale risultato.

L’incontro avuto con il ministro Orlando lo scorso 23 aprile ha aperto ampi spazi di confronto che vanno allargati con una incisiva azione della Pubblica Amministrazione a sostegno dell’azione parlamentare anche attraverso la sollecitazione della partecipazione popolare che fino ad oggi è stata abbastanza debole.

Gli altri servizi

L’impegno profuso per la salvaguardia dell’ufficio del Genio Civile anche grazie all’interessamento del consigliere regionale Corrado Gabriele non sarà sufficiente, nonostante il suo ribadito impegno, a scongiurare la soppressione di questo ufficio. Lo stesso si paventa per i rimanenti uffici regionali e per l’Agenzia della Entrate.
L’impegno della prossima Amministrazione sarà quello si reperire i locali in cui allocare questi uffici anche con un rapporto di comodato d’uso, al fine di rendere appetibile alle singole Amministrazioni la presenza di proprie filiazioni nella nostra città.

Impulso straordinario deve essere dato al servizio scolastico che la nostra città offre. Per questo vanno potenziate e ampliate le dotazioni edilizie al fine di rendere possibile la istituzione degli istituti tecnici superiori. Strutture molto richieste e capaci di attrarre utenze nella nostra città.

L’economia

Gli interventi elencati in precedenza sono tutti finalizzati ad un miglioramento del tenore di vita, della accessibilità e della fruibilità della città questo significa innanzitutto economia.
Vanno comunque precisati alcuni interventi specifici che dovranno caratterizzare l’azione della futura Amministrazione.
Le due DOP  (ceramica ed olio extravergine di oliva) dovranno valorizzate attraverso una serie di iniziative tese a:

  • sviluppare sinergia tra i due settori;
  • coordinare ed attutire gli eccessivi patriottismi associazionistici particolarmente vivi nel settore agricolo,
  • sviluppare iniziative consortili tese alla garanzia del prodotto e della sua commercializzazione.

In particolare si ricorda che la cultura razionale dell’ulivo sta cambiando l’aspetto della nostra campagna e che la valorizzazione di questa cultura va associata ai percorsi enogastronomici con iniziative che l’assessoreato al commercio e quello al turismo dovranno promuovere attraverso l’intero arco dell’anno.
Queste iniziative dovranno essere utilizzate anche a sostegno e valorizzazione del commercio locale.

La realizzazione dell’incubatore nel PIP di Camporeale finanziato con fondi europei potrà costituire una occasione di richiamo per l’allocazione di iniziative produttive e start up nel settore dell’artigianato e dell’industria solo se affiancato da iniziative tese alla realizzazione di una rete di servizi a supporto delle aziende che in esse si allocheranno, ma senza accessibilità l’area è destinata al declino.

Questa interconnessione delle problematiche porta a ribadire che ogni singolo capitolo di quanto esposto in precedenza non rappresenta una parte, ma l’insieme complesso delle tematiche cittadine che i democratici e i socialisti arianesi si impegnano ad affrontare con impegno ed entusiasmo nell’interesse della città.


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