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La GdF sequestra discarica abusiva a Grottaminarda

di , Lunedì, 01 Luglio 2013

Prosegue l’azione di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali in provincia da parte delle Fiamme Gialle. Nei giorni scorsi, gli uomini della Tenenza di Ariano Irpino, hanno sottoposto a sequestro un’area, di circa 3.500 metri quadri, illecitamente adibita a discarica.

L’intervento, finalizzato a preservare l’ambiente dai danni arrecati da depositi incontrollati di rifiuti pericolosi, si inserisce in una strategia di controllo del territorio ad ampio spettro, che, in linea con le direttive del Comando Provinciale di Avellino, ha portato nell’ultimo anno al sequestro di diverse aree illecitamente adibite a discarica.

I controlli erano stati intensificati già da alcuni giorni, ed i finanzieri del Tricolle, grazie ad un volo di ricognizione con un elicottero della Sezione Aerea di Napoli, hanno individuato, tra la folta vegetazione, una vasta aerea, nell’agro di Grottaminarda, invasa da rifiuti di ogni tipo. Dopo le rilevazioni fotografiche aeree i finanzieri hanno faticato non poco per raggiungere a piedi il fondo agricolo che, sebbene non distante dal centro abitato, era difficile da individuare per la folta vegetazione circostante.

Una volta acceduti all’interno del fondo, parzialmente recintato, i militari si sono trovati di fronte ad un desolante spettacolo che vedeva abbandonati sul terreno carcasse di veicoli, parti di ricambio, fusti di olio esausto, materiale di risulta di attività di demolizione edile, materiale plastico e ferroso, pneumatici, traversine ferroviarie e perfino dell’eternit, pericoloso cancerogeno, proveniente da una demolizione di un capannone.

Nel fondo erano presenti anche fondamenta di una casa in costruzione completamente invase da rifiuti di ogni tipo. Il proprietario della discarica, nativo di Grottaminarda, è stato segnalato alla locale Procura per violazione al Decreto Legislativo n. 152 del 2006, per aver avviato un’attività di gestione di rifiuti non autorizzata, e l’intera area è stata sottoposta a sequestro.

Adesso l’Arpac dovrà stabilire con esattezza la pericolosità dei materiali depositati nell’area a contatto con il suolo dopodiché la stessa dovrà essere bonificata.


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