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Soppressione Giudici di Pace, l'OUA: "bloccare la pubblicazione dell'elenco"

di , Mercoledì, 06 Febbraio 2013

Il Ministero annuncia la pubblicazione dell’elenco dei Giudici di Pace soppressi. L’OUA chiede ai politici ed ai candidati di attivarsi per bloccare la pubblicazione, che metterebbe molti Comuni di fronte ad una difficile ed onerosa scelta, in attesa della decisione della Corte Costituzionale o comunque dell’insediamento del nuovo governo.

Il Ministro della Giustizia, con uno scarno  comunicato del 4 febbraio 2013, ha preannunciato la pubblicazione, sul Bollettino Ufficiale del 28 febbraio prossimo, dell'elenco dei Giudici di Pace soppressi. Dalla data della pubblicazione, ed in virtù delle norme di cui al decreto legislativo n. 156/2012, scatteranno i 60 giorni in cui i Comuni interessati dovranno fare espressa richiesta per il mantenimento dell'Ufficio, assumendone in proprio tutti i costi, con esclusione dei soli stipendi per i Giudici. 

Nello stesso comunicato il Ministero ha pure precisato che non saranno ritenute valide le istanze già presentate fino ad oggi da molti Comuni, ma che anche questi ultimi dovranno comunque rinnovare la richiesta nei 60 giorni che seguiranno la pubblicazione dell'elenco.

L'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana considera inopportuno ed intempestivo il provvedimento, che interviene in un momento in cui in molte sedi giudiziali di Italia sono state sollevate le questioni di legittimitá costituzionale della legge di riforma della geografia giudiziaria, ed in molti casi le questioni stesse, ritenute non manifestamente infondate, sono state rimesse alla Corte Costituzionale. Per questo motivo con un comunicato predisposto dalla Commissione Geografia Giudiziaria, l'OUA chiederá alle Istituzioni e le forze politiche interessate di bloccare la pubblicazione dell'elenco, che di fatto darebbe il via ad un procedimento difficilmente reversibile.

"Sarebbe oltremodo  opportuno" afferma il coordinatore della Commissione Geografia Giudiziaria dell'OUA, avv. Marcello Luparella, "attendere la decisione della Corte Costituzionale prima di avviare il procedimento di revisione dei Giudici di Pace, che é il più devastante e radicale di tutti, perché interessa in Italia ben 675 Uffici in odore di soppressione, e coinvolge altrettante amministrazioni comunali chiamate ad esercitare un'impegnativa scelta in un momento non certamente florido dal punto di vista economico e finanziario. È evidente il caos e le disfunzioni che si verrebbero a creare nel caso in cui, come si spera, la Consulta dovesse dichiarare illegittima la normativa di revisione della geografia giudiziaria. La sentenza potrebbe infatti giungere in un momento in cui le opzioni di mantenimento giá esercitate, e soprattutto quelle non esercitate, avrebbero giá creato una situazione difficilmente reversibile". 

Nel circondario di Ariano Irpino gli Uffici del Giudice i Pace interessati sono quelli di Grottaminarda, Mirabella Eclano e Castel Baronia, nel circondario di S.Angelo dei Lombardi, invece, i Giudici i Pace soppressi sono quelli di Calabritto, Calitri, Frigento, Lacedonia e Montella, in quello di Avellino salterebbero invece i G. Di P. di Cervinara, Chiusano S. Domenico, Lauro e Montoro Superiore. 

Ovviamente i Comuni interessati ad esercitare l’opzione di mantenimento non sono solo quelli sede dei Giudici di Pace,  ma anche tutti gli altri ricadenti nella giurisdizione dello stesso.

"É questo il momento" continua Luparella "di trasformare gli slogan da campagna elettorale in impegni seri. Tutti i nostri candidati, infatti, anche quelli che hanno più di una colpa nella soppressione dei Tribunali irpini, stanno dichiarando di essere favorevoli ad una modifica della legge. Facciano un primo passo concreto: si battano presso i propri partiti di riferimento e presso i propri referenti istituzionali per bloccare la pubblicazione dell'elenco dei Giudici di Pace soppressi, così fermando sul nascere l'avvio di  un procedimento impegnativo e pericoloso per gli Enti locali. Sarebbe un modo serio per perseguire la difesa del nostro territorio, di cui tanto si sente parlare, spesso purtroppo a sproposito, in questi giorni"


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