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Covid-19 Ariano: tra proposte, richieste e risposte mai avute

di , Mercoledì, 25 Marzo 2020

Riconversione dell’UOC di Medicina Generale del Frangipane. E tale riconversione, in reparto Covid-19, solleva una problematica: come gestire i pazienti non positivi, non affetti cioè da Coronavirus che, però, necessitano comunque di assistenza essendo affetti da altre patologie? Come trattarli?

La proposta per la “risoluzione” del problema arriva da Carmine Infante, vice segretario regionale CIMO (Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri) Campania, che ipotizza:“Dirottare i pazienti del distretto sanitario arianese verso la medicina generale del Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi.

 

Cosi l’ospedale Sant’Ottone Frangipane si andrebbe a caratterizzare per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, mentre al Criscuoli di Sant’Angelo verrebbero dirottati tutti i pazienti ordinari. In questo modo ogni presidio avrebbe l’opportunità di vedersi assegnate precise e caratterizzanti funzioni” ha detto Infante.

Stessa cosa potrebbe immaginarsi per Avellino,però questa volta al contrario.

Vale a dire: “alleggerire il lavoro del Moscati trasferendo i contagiati a Solofra. Anzi, recuperare anche l’ex Maffucci, data la sua ottima posizione geografica”.

 

Anche dal sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, arriva una proposta: “La Struttura Polifunzionale per la Salute di Bisaccia è pronta a sostenere il Frangipane con 35 posti letto da destinare alle unità operative sacrificate alla fase emergenziale imposta dall’epidemia del Coronavirus”.

 

C’è, però, sempre lo stesso punto da tener presente, ossia la preoccupazione che non ci si ammala e non si muore solo di o per o a causa del Covid-19. Ariano così viene, invece, solo utilizzato per emergenza Covid. E un altro problema di salute? Dove deve andare per ricevere cure?

 

Tale preoccupazione arriva anche dal Frangipane, con una richiesta di aiuto specifica del comitato operatori ospedaliero e territoriale. Troppe carenze, dicono.

E dicono, anche, di sentirsi abbandonati e che le loro richieste sono rimaste inascoltate. “Semplice bloccare e tagliare le attività, ma i pazienti a chi si rivolgono? L’Ospedale Frangipane è ormai svuotato di ogni potenzialità e funzionalità. Sono chiusi i reparti di Medicina, Lungodegenza, Neurologia ed Ostetricia e Ginecologia. Esiste solamente un percorso per pazienti affetti Covid. Le altre UOC sono sottotono perché il personale viene utilizzato in parte ed a rotazione per il percorso Covid-19 che in realtà, anziché occupare un’ala dell’Ospedale è mal distribuito in maniera da mettere a rischio di infezione tutti gli ambienti e tutto il personale. In questo drammatico scenario, vediamo solo a distanza e sui media il nostro Direttore Generale fare dichiarazioni di sostegno e vicinanza verso i propri dipendenti. Allo stesso modo non abbiamo mai visto il nostro Direttore Sanitario Aziendale…Noi ci sforziamo di vivere la quotidianità a fianco degli ammalati nelle ambulanze, nella tenda pre-triage, nel pronto soccorso, nelle terapie intensive, nei vari reparti, sopperendo con responsabilità alle inaccettabili carenze. Non vediamo nulla di buono in prospettiva, non sappiamo se i nostri sacrifici servono ai pazienti, alla nostra struttura, o se sono solamente finalizzati a sopperire a carenze di altri territori. Abbiamo la fondata paura che questo ospedale diventi solamente un lazzaretto Covid-19 e, di giorno in giorno, come già annunciato dal DG, metterà a disposizione per questa patologia posti letto senza avere mezzi adeguati e personale. Non vediamo applicare protocolli e percorsi adeguati per evitare il propagarsi dell’infezione in Ospedale, cosi come non vediamo una programmazione a breve-medio termine sul mantenimento di attività di tutti gli altri reparti. Di contro dopo la chiusura di otto giorni del Pronto soccorso, ogni giorno di più la sfiducia dei cittadini va aumentando”.

 

Poi c’è la richiesta che arriva dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, Franco Sellitto, che sollecita maggiore condivisione tra ASL e territorio. Il presidente è dell’idea che:“Bisogna correggere le comunicazioni interne per gestire al meglio l’emergenza sanitaria. I medici di base non hanno accesso al bollettino degli ammalati, a quello dei positivi, non sanno chi è ricoverato e chi, invece, è a casa in sorveglianza speciale” eppure, continua Sellitto, “Sono i medici di famiglia che devono attivarsi per l’osservazione domiciliare e monitorare l’isolamento del soggetto e di chi gli sta intorno”.

 

Ancora. I tamponi.

I tamponi al personale sanitario impegnato in prima linea, in trincea, all’interno del P.O. Sant’Ottone Frangipane. I tamponi richiesti più volte.

I tamponi a medici, infermieri, operatori dell’ospedale di Ariano.

Ma i tamponi, da ieri mattina, sono per tutto il personale del Criscuolidi Sant’Angelo dei Lombardi.

Dunque:“Il personale tutto sarà sottoposto a tampone per garantire sicurezza. E per infondere fiducia alla popolazione sulla sicurezza dell’ospedale. Prelievi effettuati in via prioritaria per il personale del Pronto Soccorso, ma nei giorni a seguire saranno effettuati ai 150 dipendenti della struttura.

Ma non solo tamponi. È anche prevista la sanificazione di tutti i reparti.

Come sindacato ci siamo mossi a livello nazionale con una diffida al Ministero della Salute in quanto ha escluso la classe medica dalla possibilità di fare la quarantena, e protestiamo contro la decisione di effettuare tamponi solo ai sintomatici. Senza contare che i medici sono sottoposti a turni massacranti e ci aspettiamo un ulteriore aumento del carico di lavoro nei prossimi giorni, tale da richiedere sussidi di prevenzione”, ha spiegato Carmine Infante.

 

Già. Sicurezza. Quella che ormai i cittadini arianesi non riescono più ad avere.

E, da Ariano arriva, chiaramente, una richiesta dall’ex Presidente della Provincia ed ex sindaco Domenico Gambacorta:“Fornire a tutto il personale i dispositivi di protezione adeguati a questa emergenza. Prevedere percorsi separati fra pazienti contagiati e pazienti no Covid che sono costretti ad andare in Ospedale ad Ariano.Chiediamo troppo?
Ci sono notizie che ti lasciano senza parole. L’Ospedale Sant’Ottone Frangipane sta garantendo una risposta straordinaria contro l’emergenza Covid. Alcuni operatori sono stati contagiati e sono ricoverati nello stesso Ospedale o al Moscati in condizioni critiche.Altri sono in quarantena obbligatoria. E che si decide di fare? I tamponi al personale di Sant’Angelo dei Lombardi. Ma qualcuno conosce il significato del termine priorità? È da settimane che chiediamo di sottoporre tutto, dico tutto, il personale a tampone”.

 

Non solo. C’è il documento unitario, che porta le firme di ex sindaci ed ex consiglieri di maggioranza e opposizione.

Tutti insieme: Enrico Franza, Domenico Gambacorta, Emerico Maria Mazza, Filomena Gambacorta, Giovannantonio Puopolo, Ettore Zecchino, Generoso Cusano, Raffaela Manduzio, Antonio Della Croce, Luca Orsogna, FedericoPuorro, Pasquale Puorro, Carmine Grasso, Mario Iuorio, Carmine Ruggiero,  Giovanni La Vita, senza alcuna volontà polemica, chiedono soltanto “una considerazione adeguata alla peculiare gravità della condizione della Città, sollecitati da appelli drammatici che arrivano da cittadini esposti a rischio che non si sentono abbastanza tutelati”. 

La situazione di anomala estensione del contagio da Coronavirus [Covid-19] nella nostra città,che ha giustificato l’emissione dell’ordinanza n. 17 in data 15.3.2020 del Presidente della Regione, richiede- dicono nel documento- da parte delle autorità una attenzione particolare che tenda a riportare tale situazione nell’alveo della ordinarietà regionale.

Le ragioni poste a base di quella ordinanza richiedono che all’interno della zona interdetta a qualsiasi spostamento si adottino misure ulteriori, dando priorità all’approfondimento delle indagini epidemiologiche, alla piena e pronta funzionalità dei mezzi di soccorso, all’estensione della esecuzione di tamponi a tutti i sanitari ed alle persone venute in contatto con i malati, alla fornitura di adeguati dispositivi di protezione a tutti gli addetti ai servizi di pubblica utilità, a cominciare dall’ospedale. 

E continuano: “La zona “Covid” allestita nell’ospedale di Ariano Irpino dovrebbe essere almeno in parte riservata ai residenti nel territorio di ordinaria utenza dell’ospedale stesso: i dati statistici fanno presumere una maggiore richiesta proveniente da questo territorio e sarebbe opportuno limitare al massimo la mobilità degli infetti, sia in entrata che in uscita. Inoltre, va garantito un minimo di funzionalità dell’ospedale per gli utenti che hanno bisogno di cure non legate all’emergenza da coronavirus, garantendo percorsi superati e sicuri ai pazienti dializzati ed oncologici”.

 

Enrico Franza, ex sindaco di Ariano ha commentato:"Mi auguro, che dopo la pubblicazione di questo documento, ci siano risposte ad horas da parte dei vertici dell'Asl Avellino su una situazione sempre più insostenibile per tutta la comunità arianese".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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