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Covid, scuole chiuse e ragazzi in strada

di , Venerdì, 26 Febbraio 2021

Alla luce delle nuove varianti di Coronavirus in circolazione, era stata proprio la Campania, durante l'incontro tra governo ed enti locali, a chiedere a gran voce un nuovo parere del Comitato Tecnico Scientifico sulla riapertura delle scuole. Qualche ora fa l'annuncio del presidente De Luca durante la sua consueta diretta Facebook del venerdì: "Prima dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico e poi parleremo di riapertura" - ha detto -  lasciando intendere che non si tratta di una misura di breve durata. Le classi sono di conseguenza destinate a rimanere chiuse per almeno un mese.

Fin quì tutto bene.

Alcune domande da porsi però credo vengano spontanee, perché troppe sono le contraddizioni:

E' giusto lasciare chiuse le scuole e invece permettere che i ragazzi la sera si assembrino in strada?

Quanti genitori durante il carnevale la settimana scorsa hanno portato i bimbi gioiosi a festeggiare per le strade, travestiti in modo scherzoso, mangiando dolcetti e lanciando coriandoli per aria insieme ai propri amichetti?  Quanti genitori portano a spasso i pargoletti nei parchi lasciandoli giocare con le giostrine, spesso in compagnia di altri bambini?

L'unico luogo di contagio sembrerebbe essere la scuola, dove però vigono rigidissime regole di distanziamento, dove bisogna tenere su la mascherina per 5 ore, dove non ti puoi scambiare la penna, la merenda e nemmeno un sorriso.  Poi la sera però si vedono in giro orde di ragazzi scorrazzare per strada, spesso senza mascherina, a mangiare pizza e bere birra allegramente con gli amici. Allora perché i genitori lasciano che i figli escano con gli amici senza distanziamento e poi chiedono con insistenza la chiusura delle scuole?

Intanto gli istituti scolastici di ogni ordine e grado rimangono chiusi e il contagio si diffonde lo stesso; e chi ne paga le conseguenze? La risposta è semplice: i bambini e i ragazzi. Continuiamo allora con l'eterna lotta tra DAD SI e DAD NO…e chissà fino a quando.

 

 

 

Foto: web




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