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De Angelis, un regista irpino alle Ardeatine

di , Sabato, 13 Dicembre 2014

Settant'anni fa, il 24 marzo 1944, nel terribile eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, fra le 335 vittime giustiziate dai nazifascisti cadeva Gerardo De Angelis. 

Un uomo di cinema, aiuto regista di Roberto Rossellini. Un irpino, nato a Taurasi. Un partigiano, fra i primi e più attivi militanti della Resistenza a Roma. 

Pochi giorni dopo, il 18 aprile del 1944, Gerardo De Angelis avrebbe compiuto cinquant’anni, e fino a poche settimane prima era convinto di poter festeggiare quel compleanno particolare con un carico di emozioni e speranze: nella libertà del suo Paese, nella pace della famiglia, con i suoi quattro figli (tre femmine e un maschio, l’ultimo) adolescenti, e con la definitiva consacrazione a regista, in quella Cinecittà che era diventata la sua casa e il suo orizzonte di vita. Era finalmente a un passo dal successo, il cineasta venuto a Roma dalla provincia di Avellino, quando la guerra voluta da Mussolini finì per troncargli la vita e la carriera.

L’una e l’altra, in verità, se l’era giocate qualche mese prima, quando i militari tedeschi che occupavano Roma “città aperta” lo avevano arrestato insieme ad altri antifascisti a piazza Barberini, proprio accanto al cinema che ancora oggi è uno dei più noti della capitale, in un’agenzia di viaggi che veniva utilizzata come base della Resistenza, alla quale De Angelis aveva aderito dalla prima ora. 

Era stata una vita di avventure, di sogni e di onesta fatica quella del cineasta irpino, fin da quando aveva lasciato la sua terra di origine. E di pericoli: dopo il diploma all’Accademia Militare di Modena aveva partecipato alla prima guerra mondiale, come tenente di complemento, per poi arruolarsi in Aeronautica. La prima svolta avvenne con l’addio alla carriera militare: la nuova condizione di marito e padre lo indusse a tentare una esistenza più tranquilla, quella di ristoratore. Aprì due esercizi, a Capri e poi a Ciampino, ma senza successo. A quel punto avvenne la seconda e definitiva svolta: il trasferimento a Roma, per dedicarsi a un altro sogno, il cinema.

Nella nuova avventura De Angelis si tuffò con l’entusiasmo tipico del suo carattere, col nome d’arte Dino Santelige, iniziando a lavorare nel settore del doppiaggio. Nel 1936 si lanciò in un’impresa assai più ambiziosa, la produzione cinematografica, con la società Gedea Film. A Cinecittà De Angelis scoprì ben presto che la sua vera vocazione era quella autoriale, e per raggiungere questo obiettivo cominciò a cimentarsi come soggettista e sceneggiatore. I riscontri furono subito incoraggianti. Nel solo 1940 collaborò con uno dei più affermati registi italiani, Goffredo Alessandrini, in due film: l’ambizioso Caravaggio. Il pittore maledetto, interpretato dal divo nazionale del momento, Amedeo Nazzari; e Il ponte di vetro, di cui scrisse il soggetto e la sceneggiatura, con la star Isa Pola, l’emergente Rossano Brazzi e la giovanissima attrice napoletana Regina Bianchi, futura, straordinaria interprete del teatro eduardiano. Sull’onda del successo, De Angelis realizzò in pochi anni diverse sceneggiature: Le due porte, Rapsodia azzurra, La figlia del fabbro, La valanga, ma solo quest’ultima, venduta dalla produzione Scalera agli americani, divenne un film, dodici anni dopo la morte dello sceneggiatore irpino, realizzato a Hollywood con il titolo La montagna, protagonista Spencer Tracy. Con Il ponte di vetro, intanto, si era aperta per Gerardo De Angelis una nuova carriera, quella di aiuto regista, che si consolidò di lì a poco al fianco di un astro emergente del cinema italiano: Roberto Rossellini, al cui fianco il cineasta irpino lavorò nel film L’invasore. 

Davvero una storia da film, quella di De Angelis, piena di intrecci e di colpi di scena, fino al tragico epilogo.  

Per queste ragioni, sarebbe un gesto nobile e doveroso, da parte della comunità irpina, dedicargli un luogo o una struttura culturale e intitolargli una strada o, più opportunamente, una sala del nuovo Cinema Eliseo.

Articolo pubblicato sul numero Ottobre/Novembre 2014 del periodico XD Magazine.



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