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Il messaggio del Vescovo D'Alise alla Diocesi

di , Venerdì, 21 Marzo 2014

Monsignor Giovanni D'Alise lascia, dopo circa dieci anni, la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia per assumere la guida della Diocesi di Caserta. Ecco il suo messaggio alla Diocesi:


AI CARISSIMI FRATELLI E FIGLI  DELLA CHIESA DI ARIANO IRPINO – LACEDONIA:
SACERDOTI, DIACONI, SEMINARISTI, RELIGIOSI E RELIGIOSE, FEDELI LAICI, ALLE FAMIGLIE E A TUTTI GLI OPERATORI PASTORALI

Carissimi,
sono trascorsi dieci anni della mia presenza in mezzo a voi durante i quali abbiamo lodato tante volte il Signore per i vari passi che ci ha concesso di vivere per rendere sempre più bella la Chiesa che è in Ariano Irpino – Lacedonia.

Ora il Santo Padre Francesco mi ha nominato Vescovo di Caserta.

E ancora una volta risento la voce di Dio che mi dice: “Giovanni, vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò”. (cfrGen 12,1)

Tolgo ancora le mie tende, mi metto in cammino e mi consegno, con il vostro aiuto, alla nuova Chiesa che mi è stata donata. Vado sereno ma con tanti ricordi ed anche con tante lacrime versate per voi, carissimi e amati con profonda e intensa sincerità.

Credo, ora, che possiamo “cantare” il Magnificat con Maria perché “cose grandi ha compiuto il Signore per noi”. Tutti insieme siamo stati strumenti docili nelle sue mani. Non possiamo però non pregare anche il Salmo 50 (51) esprimendo il nostro dispiacere per tutto quanto avremmo dovuto compiere e non abbiamo compiuto o non ne abbiamo avuto il tempo.

Altri continueranno il cammino della Diocesi ritessendo la trama, bella e interessante, della storia di questa Chiesa viva e attenta che si apre sempre, anche se con fatica, alle novità di Dio. Ho trovato una Chiesa desiderosa di Dio e aperta al Vangelo, lascio, grazie a tutti voi, una Chiesa più modellata sul Vangelo e che respira lo stesso respiro di Cristo, anche se è faticoso passare da una Chiesa alquanto devozionale ad una Chiesa che segua solo le sollecitazioni di Cristo – Pastore, mettendosi alla ricerca serena ma concreta di tanti fratelli che abbandonano e vanno via.

Carissimi tutti,
vi ringrazio, in modo particolare, per come mi avete accolto il 12 settembre 2004, in Piazza Plebiscito. C’è stata subito simpatia e intesa spirituale. Soprattutto vi ringrazio, ancora una volta, dell’accoglienza e per l’attenzione del cuore dimostrata nella Visita Pastorale che ho compiuto da pastore - pellegrino alla ricerca di testimonianza di vita cristiana presente nelle singole Parrocchie della Diocesi. Ho cercato ed ho trovato tanto tessuto cristiano che innerva le nostre Comunità parrocchiali. A ciascuna Parrocchia ho lasciato una “lettera” con le indicazioni per proseguire il cammino.

Ringrazio tutti per come avete accolto le singole e successive proposte pastorali che, in questi dieci anni, abbiamo suggerito.

Paternamente vorrei ricordarvi, con l’aiuto del prossimo Vescovo che il Santo Padre vi donerà quanto prima, di non perdere le sollecitazioni che lo Spirito Santo vi ha proposto e ha suscitato in mezzo a noi e che credo, tutti voi sentiate il bisogno di tener presente per non ricadere nel “già fatto” e nel “si è fatto sempre così”. Non mortificate la voce dello Spirito che, in vari modi, ci ha sollecitato interiormente: la missione diocesana in quattro tappe, il progetto biennale per la Cresima con una preparazione di taglio catecumenale, l’istituzione della Scuola Diocesana per la formazione dei laici, la Santa Visita pastorale durata tre anni, il cammino appena iniziato della rivisitazione del processo di“Iniziazione Cristiana” grazie all’incontro di tanti amici relatori che ci hanno aiutato e arricchito.

Come non segnalare l’istituzione in Diocesi del Diaconato permanente, la stupenda gioia di avere avuto dieci ordinazioni sacerdotali e l’accoglienza di cinque seminaristi e tre propedeutici.

Desidererei porre, ancora una volta, nel vostro cuore pastorale l’attenzione per il nostro mensile “In cammino”. È piccola cosa ma può diventare, con più collaborazione, la voce della Diocesi e la vetrina del positivo che, Dio con noi e noi con Dio, operiamo nel feriale del territorio irpino.

Carissimi tutti, grazie!
Saluto, in modo particolare, con affetto i sacerdoti co – pastori con me, per “far risplendere la vita” (2 Tm 1, 10) di questa splendida Diocesi e terra irpina.

Carissimi,
non riesco a scegliere più le parole da mettere su carta per voi, perché i sentimenti di questi dieci anni vissuti insieme, affollano il cuore e mi bloccano la gola; messi su carta sembrano perdere la forza e l’energia con le quali sorgono dal mio essere.

Vi dico che l’Irpinia e la mia cara prima Diocesi di Ariano – Lacedonia ormai mi sono entrate nel cuore.

Un saluto e un ringraziamento particolare va ai carcerati che sono ospiti nella Casa circondariale di Ariano Irpino e a quanti vi lavorano, spesso con sacrifici. Vi auguro ogni bene ma anche di accogliere la sfida che le persone, amate, possono cambiare!

Ora carissimi giovani e figli dell’Irpinia, vi supplico, amate la vostra terra e anche se la vita vi porta lontano non l’abbandonate ma amatela sempre e amate la vostra Chiesa. Chiedo perdono se non vi ho saputo stare vicino meglio. Pregherò sempre per voi!

Carissimi tutti, custodite gelosamente quanto, con l’aiuto di Dio, abbiamo potuto concretizzare come Chiesa, che vuole camminare secondo Dio e desidera sempre di più, con Papa Francesco, operare per il rinnovamento della Chiesa.

Carissimi, sostenete, ascoltate e pregate per il Papa Francesco, al quale va il nostro più sentito e corale ringraziamento.
Certamente avremo modo di salutarci di persona quanto prima ma ci impegniamo fin da ora a pregare gli uni per gli altri ed in Cristo troveremo l’unità e la vicinanza umana, di cui tutti abbiamo bisogno.

In questo tempo che ancora resto con voi, non mi lasciate solo. Sento, infatti, necessaria la vostra presenza e il vostro calore umano e spirituale.

Un saluto particolare alle autorità civili e militari per quanto hanno operato per il bene comune, per la sicurezza e per la pace sociale, nella speranza che torni anche il benessere, necessario per una vita normale capace di accarezzare e far crescere i sogni e le speranze di tutti, in modo particolare dei giovani.
S. Ottone, S. Nicola, S. Liberatore, vi proteggano sempre. La benedizione della Beata Trinità vi accompagni e vi sostenga.

Vi abbraccio tutti nel Signore e vi invito a pregare intensamente perché venga nominato a breve il nuovo Vescovo della Diocesi di Ariano Irpino – Lacedonia.

Giovanni, Vescovo



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