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Crisi economica, D’Amato propone una soluzione per risollevare l’economia arianese

di , Lunedì, 17 Dicembre 2012

“La crisi ha colpito duro. La percentuale dei disoccupati in provincia di Avellino si attesta al 14%; il trend di chiusura delle attività registra più 20% rispetto all’anno scorso e gli elementi economici della zona sono tutti negativi.

Se è vero che c’è crisi ovunque, da queste parti si avverte ancora di più. I costi fissi per le famiglie e per le aziende sono aumentati e se, oltre alla crisi economica c’è anche quella politica, il consumatore si ritrova in una condizione psicologica difficile. E’ diventato ancora più attento. Prendiamo per esempio il fenomeno dei saldi; sono diventati ormai l’unica arma per i commercianti di esaurire le scorte e dunque si finisce per vendere la merce per un 20% a prezzo pieno e per il restante 80% con i saldi.

Le imprese non riescono a reggere, perché i costi non vengono coperti dagli incassi. E’ quanto avviene anche ad Ariano, non a caso, iniziative come quella di sabato, cioè la “notte dei regali”, hanno proprio lo scopo di incentivare le spese dei cittadini e di ridare vigore a tante attività del centro storico e non solo in affanno.

Prima avveniva il contrario”, così Manfredi D’Amato, noto imprenditore arianese e assessore alle attività produttive. Secondo D’Amato le cause che hanno portato alla crisi irpina sono principalmente clientelismo, scarsa programmazione, poca lungimiranza della classe politica. Oltre a scelte infelici, quali l’abbandono della vocazione agricola del territorio arianese in favore di illusorie prospettive di sviluppo prospettate dalle industrie, Fiat in primis.

Le ricette per risollevare l’economia di Ariano? D’Amato non ha dubbi, sono tre gli aspetti su cui puntare: ritorno all’artigianato, vivacizzare il settore agricolo puntando sulle eccellenze, proporre un percorso turistico legato alla tradizione normanna di Ariano Irpino. “C’è in ballo il progetto della Scuola di Arte e Mestieri. La scuola andrebbe a formare giovani artigiani nei settori della ceramica, della liuteria, della decorazione e dell’oreficeria. L’agricoltura non può prescindere dalla valorizzazione dell’olio di ravece.Sto inoltre pensando di realizzare in estate la manifestazione “Ariano Normanna”,una settimana in cui il Tricolle potrebbe trasformarsi in un’antica cittadina del Medioevo”.


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