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Proventi delle rapine investiti nella droga

di , Mercoledì, 09 Gennaio 2013

Continua l'attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino al contrasto del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. 

All’alba di stamani 09.01.2013 in Carife (AV) ed Avellino, i militari della Compagnia di Ariano Irpino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. Tribunale di Ariano Irpino, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei tre soggetti, tutti di Carife (Av), resisi responsabili, in concorso tra loro, della vendita e commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Carcere
L’indagine prende spunto dagli arresti di novembre 2012 quando, come si ricorderà, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino sgominarono una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine, tra le quali le tre ad uffici postali e istituti di credito della provincia nonché ben quattro tentate, in altri comuni anche fuori Regione.

L’attività condotta dai militari della Compagnia di Ariano Irpino ha consentito di dimostrare che gli odierni arrestati, reinvestivano i proventi delle rapine nell’attività di spaccio di sostanza stupefacente, in particolare hashish. I destinatari della misura coercitiva spacciavano la droga a prezzi concorrenziali sul mercato della Baronia, nelle piazze e nei luoghi di maggior aggregazione giovanile, procacciandosi una serie di numerosi ed “affezionati” clienti, alcuni anche minorenni. In particolare essi mediante un collaudato sistema di appuntamenti, con l’utilizzo di uno linguaggio codificato, portavano la droga “in piazza” vendendola anche a mezzo di speciali sconti ed offerte; ad esempio proponevano un pezzo da 25 gr. a 50€.

Durante l’indagine, portata avanti con metodi tradizionali e attività tecniche, i Carabinieri effettuavano svariati riscontri sugli assuntori, segnalandoli alla Prefettura, sottoponendo a sequestro varie dosi di hashish. 

I tre, che avevano un giro di affari di qualche migliaio di euro a settimana, dopo le formalità di rito sono stati tutti tradotti in carcere.

 

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