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‘Anche io mi muovo’- I disabili ed il loro diritto alla mobilità. La testimonianza di Giusy Versace, l’assenza di Florio e Caldo

di , Lunedì, 08 Ottobre 2012

Terzo convegno ‘Anche io mi muovo’- I disabili ed il loro diritto alla mobilità, organizzato dall’Aci di Alberto Scaperrotta e dalla sua associazione ‘Guida la tua vita’,che si è svolto domenica 7 ottobre presso il Centro Silenziosi Operai della Croce di Valleluogo.

Una giornata ricca di emozioni iniziata alle 9 e 30 con il ‘Tour della Salute e della prevenzione’: con la sua unità mobile, l’associazione di Scaperrotta ha offerto, grazie all’ausilio di medici, controlli gratuiti della glicemia e della pressione arteriosa. In mattinata, inoltre, attività ludiche e sportive per i bambini e per i giovani disabili. Il momento più significativo del convegno è stato l’incontro-dibattito pomeridiano con Giusy Versace, atleta paraolimpica e presidente dell’associazione Disabili No Limits.

Tema della discussione, moderata da Antonio Perna,’Dare la vita, ricevere la Vita, Vivere la Vita’. Giusy Versace ha commosso la piazza gremita del santuario di Valleluogo con la sua toccante testimonianza: ‘Vale sempre la pena di vivere la vita anche quando si devono fare i conti con la disabilità e con il dolore. A 28 anni, in seguito ad un terribile incidente stradale ho perso gli arti inferiori ma sono viva e nonostante la disabilità, la mia vita è bellissima, piena e ricca di amore. Ho scoperto il volontariato, persone straordinarie e lo sport, che è integrazione, potenziamento della propria autostima, mettersi in gioco. Nel mio percorso di rinascita dopo l’incidente lo sport è stato fondamentale e poter correre mi ha reso felice; dunque, ritengo che lo sport sia fondamentale anche per i disabili. A darmi la forza, inoltre, oltre all’amore della mia famiglia,la fede in Dio e nella Madonna’, le parole di Giusy Versace, che, dopo l’incidente in cui ha perso le gambe, ha seguito una lunga riabilitazione nello stesso centro bolognese frequentato dal pilota Alex Zanardi, ed è riuscita, poi,prima donna in Italia con quel tipo di disabilità, a correre a livello agonistico con l’ausilio di protesi in fibra di carbonio. Il vescovo della diocesi Ariano-Lacedonia, S.E. Mons. Giovanni D’Alise,intervenuto per la celebrazione eucaristica, ha ricordato il senso vero dell’essere cristiani, partendo dal titolo del dibattito:’Si è cristiani quando si apre il cuore alla prossimità e si dona la propria vita agli altri. Il senso del Cristianesimo è la Croce’.

L’ultima tranche del convegno è stata incentrata sui disabili e il loro diritto alla mobilità; la problematica scelta quest’anno è stata la gestione della disabilità mentale, dal punto di vista riabilitativo e delle strutture adatte a questo tipo di patologia, e dal punto di vista delle famiglie dei disabili mentali.

Presenti all’incontro,e sempre più vicini alla popolazione arianese, il vicequestore Vito Cuccovillo e il capitano dei carabinieri Andrea Davini. Avrebbero dovuto partecipare al dibattito anche Sergio Florio, direttore generale dell’Asl di Avellino, e Stefano Caldoro, governatore della regione Campania, per discutere dei fondi da destinare alle strutture che si occupano di disabilità e soprattutto di misure concrete nei confronti di un piccolo miracolo di solidarietà, quale il centro riabilitativo di Valleluogo. Grande delusione per la loro mancata partecipazione, senza alcuna motivata giustificazione. Che la disabilità non sia un tema interessante? O che le vicende delle aree interne della Campania siano di scarso interesse per chi amministra, anche se di fondamentale importanza per chi in quel territorio ci vive? Un fax dell’ultimo minuto non fa cambiare idea alla gente intervenuta,ai disabili, agli operatori del centro Silenziosi Operai della Croce e agli organizzatori dell’evento: la politica è sempre più distante dai reali bisogni delle persone.




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