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Troppe polemiche e strumentalizzazioni Il prefetto di Avellino fa marcia indietro

di , Lunedì, 27 Luglio 2015

Ha subìto un linciaggio mediatico senza precedenti il prefetto di Avellino, Carlo Sessa. E da persona pratica ed equilibrata qual è alla fine ha fatto prevalere il suo buon senso su una vicenda che stava deragliando. Così Sessa ha sospeso il provvedimento che invitava le forze di polizia irpine a non ritirare più la patente di guida in violazione all'art 186, lettera b, del CdS, ma solo nel caso in cui i conducenti fermati e sottoposti all'alcol test riportavano un tasso inferiore all'1.5 grammi per litro. Un margine di tolleranza insomma, e di indulgenza, accordato dal prefetto nel rispetto della legge solo per non vanificare l'operato delle forze dell'ordine. In sostanza, come ha ribadito il prefetto già nei giorni scorsi, ad Avellino i giudici di pace restituiscono immediatamente il documento di guida. E oltre alla beffa la Pubblica Amministrazione subisce pure un danno ingente, quello del risarcimento. Da qui allora la decisione del prefetto di inviare lo scorso 20 luglio una circolare ad hoc alle forze di polizia invitandole appunto a redigere solo gli atti previsti in questi casi e a non ritirare più la patente di guida. Sono subito seguite polemiche infuocate nei confronti del massimo rappresentante di governo che a questo punto è stato costretto fare marcia indietro.



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