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Voti alla Regione contro i tagli all'ASL

di , Venerdì, 14 Giugno 2013

La Giunta municipale del Comune di Ariano Irpino dice no ai tagli assegnati all'ASL/AV e fa voti al Commissario ad acta della Regione Campania contro la riduzione dei fondi di circa 32 milioni di euro  per l'anno 2012  oltre ai fondi degli anni precedenti non spesi dal Direttore Generale della stessa Asl. 

La Giunta, sempre attraverso il deliberato n. 108, fa voti, inoltre, affinché si mettano a disposizione dell'ASL/AV le economie di spesa che sono state riassorbite dalle casse regionali, dando la possibilità all'ASL stessa di utilizzarle per investimenti strutturali, tecnologici e per il personale, necessari ed indifferibili.

Copia dell'atto è stato trasmesso al Commissario ad acta del SSR della Regione Campania e al Direttore Generale dell'ASL/ AV.    

Con Deliberazione n° 460 del 20/3/2007, la Giunta Regionale ha approvato l'Accordo attuativo ed il Piano di Rientro dal disavanzo e di riqualificazione e razionalizzazione  del SSR ai sensi dell'art.1 comma 180, della Legge 30/12/2004 n. 311; inoltre l'art. 2 comma 88, della Legge 23/12/2009 n. 191 (legge finanziaria 2010) ha stabilito che: “per le Regioni già sottoposte ai piani di rientro e già commissariate alla data di entrata in vigore della presente Legge restano fermi l'assetto della gestione commissariale previgente per la prosecuzione del piano di rientro, secondo programmi operativi, coerenti con gli obiettivi finanziari programmati, predisposti dal Commissario ad acta, nonché le relative azioni di  supporto contabile gestionale”; con il Decreto n. 19 del 18 febbraio 2013, poi, la Regione Campania ha approvato la ripartizione del finanziamento della spesa sanitaria regionale corrente indistinta per l'esercizio 2012.

Tale piano, secondo la Giunta municipale, di fatto, penalizza l'ASL/AV, in quanto l'ulteriore taglio di circa 32 milioni di euro si aggiunge ai fondi degli anni precedenti non spesi. Inoltre l'ASL, negli ultimi esercizi finanziari, ha realizzato economie di spesa che sono state riassorbite dalle casse regionali senza che sia stata data la possibilità all'ASL stessa di utilizzale per propri necessari investimenti. Da qui il deliberato di contrarietà.   




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