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Ancora arrivi di migranti. Sessa: “Situazione critica”. Strutture al collasso

di , Venerdì, 14 Agosto 2015

Gli arrivi di migranti non fanno più notizia ma solo statistica. Gli smistamenti nelle strutture irpine che hanno dato disponibilità all'accoglienza è ripreso nelle ultime ore. E' un viavai incessante.

Una spirale emergenziale senza strategie d'uscita. In Irpinia siamo a quota 885: Mercogliano, Venticano, Serino e Monteforte detengono il primato di presenze straniere, ma la cifra è destinata a salire ancora come aveva ampiamente preannunciato il prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento Immigrazione del Viminale.

Sono 181 quelli alloggiati in alcuni alberghi alle falde del Partenio,

  • 110 a Venticano,
  • 5 a Serino,
  • 86 a Monteforte,
  • 63 a Forino,
  • 62 a Pratola Serra,
  • 58 a Ospedaletto d'Alpinolo,
  • 55 a Flumeri,
  • 53 ad Aquilonia,
  • 25 a Pietrastornina,
  • 14 a Chianche,
  • 27 a Montefredane,
  • 21 a Manocalzati,
  • 16 a Contrada,
  • 11 ad Atripalda,
  • 8 a Prata P.U.

I dati si riferiscono solamente ai profughi ospitati nelle strutture alberghiere o private gestite dalle coop sotto la super visione della Prefettura di Avellino. I numeri sono variabili giorno dopo giorno in base ad arrivi e partenze.

Chi firma il registro giornaliero è sottoposto al regime di protezione internazionale a fini umanitari. Chi no si dà alla macchia, alla clandestinità. “La situazione è critica- spiega il prefetto Carlo Sessa- ma sotto controllo. Non possiamo nascondere i disagi e i sacrifici che stiamo affrontando per garantire l'accoglienza, e lo stato di estrema difficoltà a reperire nuove strutture disponibili e adatte a dare una sistemazione dignitosa agli immigrati”. Nell'ultima settimana sono arrivati piccoli ma significativi gruppi di stranieri, in prevalenza africani e pachistani. Si tratta dei migranti scampati ai recenti naufragi in mezzo al Canale di Sicilia e salvati dalla nostra Marina Militare.

Dalla primavera dello scorso anno ad oggi non è cambiato praticamente nulla. I paesi irpini che ospitano sono sempre quelli, e l'emergenza, mai dichiarata dal Governo nazionale, è invariata.

Non c'è una scadenza al piano d'accoglienza, nel frattempo dilazionato così come le quote di ripartizione sul territorio dei migranti, e non c'è quella collaborazione dei sindaci irpini tanto invocata dal prefetto Sessa a fare fronte comune almeno in questa fase convulsa.

Alla fine sono sempre e solo le stesse comunità locali a farsi carico di una problematica di vasta portata che si somma a quelle croniche dei borghi che ospitano. E' pur vero che c'è stato un ricambio di presenze nell'arco di un anno ma i numeri dell'emergenza sono più o meno quelli.

A questo si aggiunge poi la lungaggine burocratica della Commissione Ministeriale Territoriale di Caserta, l'unica attiva in Campania, organo deputato ad ascoltare caso per caso e rilasciare un responso circa l'accoglimento o meno della richiesta d'asilo politico. I tempi sono diventati biblici.


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