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Boccaccio scriveva: "più dilettevole parte d'Italia…una costa... piena di piccole città...di giardini e di fontane... tra le quali città dette n'è una chiamata Ravello". La costa era quella amalfitana, la città, quella di Ravello, che ha incantato nei decenni non solo Boccaccio ma artisti, poeti, attori.

Ravellese era uno dei protagonisti del Decameron, Landolfo Rufolo. Ravello è nelle note del Parsifal di Richard Wagner che visitò la città nel 1880, lasciandosi ispirare dai magnifici giardini di Villa Rufolo per la composizione del Giardino di Klingsor, tanto da lasciare sul registro dei visitatori della villa: “Il giardino incantato di Klingsor è stato trovato".

Ravello è fra le pagine di Camera con Vista di Edward Forster, è nelle avventure de L'amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence. Perché visitando Ravello è impossibile non rimanerne incantati. Qui natura e architettura hanno trovato il giusto equilibrio e il tempo sembra essersi fermato.

Sorta nel V secolo, questa cittadina incastonata su uno sperone ai piedi dei Monti Lattari e a strapiombo sul mare, vide ben presto nascere una fiorente economia grazie a una florida agricoltura, agli intensi scambi commerciali nel Mediterraneo, a una prospera filatoria di lana, chiamata Celendra. Oggi di quel periodo d’oro restano le testimonianze storiche e artistiche che la rendono ancora incredibilmente affascinante.

Nel centro di Ravello sorge il Duomo Romanico dalle porte bronzee e ricco di mosaici; custodisce l’ampolla con il sangue del patrono di Ravello, S. Pantaleone. Gli antichi palazzi, fra cui quello di Avino, Confalone, Episcopio, un tempo dimore delle famiglie più influenti della Costiera, sono stati trasformati in eleganti alberghi, per la gioia dei tanti turisti. Caratteristico, poi, il Museo del Corallo in cui sono esposti elementi preziosi fra cui un crocifisso del 1510 e una collana del Mille costituita da coralli a olivella.

Ma i veri gioielli ravellesi sono Villa Cembrione e Villa Rufolo. Della prima, rimarrete incantati dal Terrazzo dell’Infinito, un immenso balcone con vista sul mare attraversato da busti marmorei e cuore pulsante della Villa. Passeggerete lungo il Viale dell’Immenso adornato da ortensie, pruni e platani che si alternano a statue di bronzo e vasi settecenteschi. Ammirerete il Tempietto di Bacco e il Poggio di Mercurio.

A Villa Rufolo, perfetto connubio fra architettura sicula, araba e normanna, potrete ammirare il chiostro e i giardini dalle influenze Settecentesche e Ottocentesche. Proprio i giardini, fiore all’occhiello di entrambe le ville, sono frutto di una laboriosa cura, appresa dai maestri inglesi.

Villa Rufolo, poi, diventa ogni estate scenario del Ravello Festival, uno dei più antichi d’Italia, anche quest’anno ricco di appuntamenti. L’idea di abbinare questi luoghi meravigliosi alla musica nacque in seguito all’esibizione dell’orchestra del Teatro di San Carlo negli anni Trenta. D’allora, si sono avvicendati le orchestre più illustri, solisti, jazzisti ma anche attori e registi nazionali e internazionali che hanno contribuito a eleggere Ravello “Città della musica”.

Per Info sulle date e gli appuntamenti:
www.ravellofestival.com


Articolo pubblicato sul numero Agosto/Settembre 2014 del periodico XD Magazine.


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